L’Istituto “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno mette in scena “Non ti pago” di De Filippo: tra superstizione, gelosia e ironia

È stata messa in scena nei giorni scorsi, nell’aula magna dell’Istituto comprensivo “Azaria Tedeschi”, la commedia brillante in tre atti “Non ti pago”, celebre opera teatrale di Eduardo De Filippo del 1940. Comicità e ira si intersecano nello svolgimento dei tre atti, la cui narrazione è basata sulla continua sfortuna di Ferdinando Quagliolo, superstizioso proprietario di un banco lotto, contrapposta alla vittoria reiterata di Mario Bertolini, il giovane e vanitoso impiegato di Ferdinando.

La rappresentazione ruota attorno alla furia di Quagliolo nello scoprire che i numeri vincenti di Bertolini siano stati suggeriti in sogno, a quest’ultimo, dal padre stesso di Ferdinando. Sul palco, protagonista è stato l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno; l’iniziativa è partita dalle professoresse Lucia Bonacci e Giusy Spezzano, rispettivamente insegnanti di lettere e arte, le quali si sono dedicate alla regia e alla scenografia.

A cimentarsi nelle vesti di attori, invece, alcuni ragazzi delle due quinte del Liceo scientifico, affiancati da tre studenti del primo anno dello stesso indirizzo. I protagonisti, Ferdinando Quagliuolo e Mario Bertolini, sono stati interpretati da Michele Sorrentino e Domenico Del Bono. Nei panni di Concetta, moglie di Ferdinando, Vittoria Pisano, e in quelli della figlia Stella, Margherita Raffaele. La zia di Mario Bertolini, Erminia è stata presentata in scena da Maria Chiara Iorio.

Ulteriori personaggi incisivi per lo svolgimento dei fatti, Agliatello, servitore di Quagliolo, il cui attore è stato Bruno Vavalà, l’avvocato Lorenzo Strumillo, le cui vesti sono state assunte da Fausto Colonnese, Don Raffaele Console, prete fedele, inscenato da Davide Pisani, la popolana Carmela da Clara Gallé, la domestica e donna di fiducia di casa Quagliuolo, Edelmira Callà e i fratelli Frungillo da Gioele Tassone e Giuseppe Tassone.

L’organizzazione dietro le quinte è stato frutto di una stabile cooperazione tra le costumiste Anna Bertucci e Giulia Calabretta, le truccatrici Iris Polito e Isabel Pisani e gli allestitori e curatori delle scenografie, Enrico Valente e Pasquale Zaffino. L’aspetto fotografico è stato curato da Rocco Capone e Bernadette Tassone. I ragazzi si sono cimentati nella progettazione della performance a partire da dicembre del 2025, mese in cui si è tenuto il primo incontro.

Di pari passo con le prove degli attori, dietro le quinte, sono stati selezionati abiti, cappelli, camicie, gioielli, scarpe, basati sulla moda degli anni 40 e ornamenti vintage accurati e mobili adatti all’epoca che potessero rappresentare al meglio l’abitazione di Ferdinando Quagliolo, in particolare il soggiorno, sede in cui hanno luogo i tre atti.

Il progetto teatrale è stato, per i giovanissimi ragazzi, un’opportunità per conoscere da vicino una forma d’arte capace di coniugare impeccabilmente svago e zelo. L’occasione perfetta per mettere in atto perseveranza, tenacia, capacità di apprendere i propri errori e potenziare le proprie doti. Ognuno di loro ha mostrato passione nel proprio lavoro sin dal primo momento, fino a concorrere all’unanimità alla apprezzatissima performance, la quale ha riscontrato una grandissima approvazione dal pubblico che ha assistito all’esibizione con attenzione e risate.

Contenuti correlati