Libro Blu 2020, è un dramma per il gioco fisico. Bene l’online, ma ora è tempo di riforme

Come ogni anno l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha presentato il suo Libro Blu, annuale report circa lo stato di salute della filiera del gioco, delle accise, delle dogane, dei monopoli e dei tabacchi, consultabile all’indirizzo https://www.adm.gov.it/portale/libro-blu-2020. Il focus principale è stato puntato sul gioco, con più punti critici affrontati in seno al dibattito. 

I punti di discussione, in un tavolo che ha coinvolto non solo i vertici dell’ADM, ma anche il Presidente della Camera Roberto Fico, hanno riguardato il post pandemia, la chiusura forzata del gioco fisico che ha favorito il dilagare del gioco illecito e la necessità di una riforma dell’intero settore. Ma a parlare sono stati soprattutto i dati contenuti nel Libro Blu, che sono stati analizzati al dettaglio da giochidislots.com

Le entrate erariali dal gioco, fondamentali per le casse dello stato, ammontano a 7,24 miliardi di euro, con una percentuale in negativo del -36,27% rispetto al 2020. Il valore del gettito erariale dal settore si è dimostrato inoltre inferiore del 37,85%, a fronte dell’anno 2019, l’ultimo prima della pandemia. 

Dati al ribasso che si spiegano se contestualizzati alla realtà del gioco fisico in Italia, il cui lockdown si è prolungato ben oltre le aspettative, azzerando praticamente le entrate dagli apparecchi AWP e VLT, le categorie di gioco che contribuiscono maggiormente alle entrate”, commenta Chiaravalloti, head writer di Giochidislots. “Infine, la migrazione dei giocatori dal canale retail a quello online ha determinato l’effettivo passaggio di consegne, seppur non abbia inciso in termini di gettito erariale”

Penalizzato più del dovuto il gioco fisico, rispetto agli esercizi precedenti. Non solo AWP e VLT, la filiera tutta ne ha risentito, dalle sale da gioco ai bingo alle slot machine. In mancanza di punti fisici per giocare, si è determinato lo spostamento dei giocatori verso il canale a distanza. 

Le previsioni dell’anno 2020 mostravano un valore della Raccolta pari a 74,42 miliardi di euro. Il dato reale è risultato poi essere quasi della metà: 39,15 miliardi di euro. Il gioco online è difatti l’unico ramo del settore in crescita, ben oltre le stime dato che l’aumento supera il 20,28%. “Il lockdown ha influenzato parecchio questo dato, agevolando la migrazione verso il gioco virtuale e la conseguente introduzione di una nuova regolamentazione, a tutela dei portali e dei giocatori”, conclude Chiaravalloti. 

Sono dati che impongono riflessioni urgenti. E l’ha capito Roberto Fico, che ha invitato il Parlamento tutto a prendere coscienza della situazione, per mettere mano ad una riforma organica che renda meno frammentato e complesso il panorama del gioco. La musica, col Governo Draghi, pare essere definitivamente cambiata. E questa, forse, è la volta buona per una rivoluzione attesa da troppo tempo. 

Contenuti correlati