Lettera aperta di Adele Vallone, rappresentante degli studenti dell’Istituto di Criminologia

*Se c’è una crisi del nostro tempo, è sicuramente quella della “Speranza”. 
Scrivo nella mia qualità di rappresentante degli studenti,  iscritti all’Istituto Italiano di Criminologia di Vibo Valentia per il Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica, Indirizzo Criminologia e Intelligence, di durata triennale, che con grande fatica sperano ogni giorno in un futuro migliore ed in un posto di lavoro stabile e sicuro.

Alcuni di noi, me compresa, sono iscritti al terzo ed ultimo anno e finalmente, nel luglio 2020,riusciranno a laurearsi nei tempi regolamentati dal piano di studi ufficiale della Facoltà.

Con la presente intendiamo, in primis, ringraziare l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia,che, in virtù della convenzione stipulata con l’Istituto, consente ai residenti di usufruire, ogni anno accademico, del  30%  di sconto sulle tasse universitarie, elargendo altresì borse di studio da  assegnare agli studenti meritevoli e meno abbienti, anch’essi residenti nel comune  di Vibo Valentia, il che è un modo per elevare il livello d’istruzione anche di chi ha difficoltà economiche, consentendo, altresì, il perseguimento della finalità,  costituzionalmente prevista, di un reale e non solo fumoso “diritto allo studio”.  

Tra gli allievi dell’Istituto vi sono anche avvocati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, studenti giàlaureatisi in altre facoltà d’Italia, che, provenendo da diverse regioni del territorio nazionale, hanno deciso di iscriversi per acquisire le competenze,  innovative ed esclusive, offerte dall’Istituto di Criminologia, che non solo è unico nel suo genere, non sussistendo, nel nostro Paese, analoghe facoltà, ma offre altresì, con la sua presenza proprio nel nostro territorio, un lustro accademico decisamente da doversi preservare. 

Molti degli studenti tuttora iscritti alla Facoltà di Criminologia, costretti a contribuire alle magre finanze familiari, avevano abbandonato il “sogno” di laurearsi, posto che frequentare l’Università fuori sede comporta una spesa  troppo elevata per molte famiglie del  Sud: rette annuali, libri da acquistare, affitti da pagare, trasporti e consumi, cui non sempre è possibile far fronte.   

Solo un uomo colto e coraggioso come il nostro Rettore, il Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi nonché di criminologia Saverio Fortunato,  poteva realizzare  il progetto di “portare” l’Università in un territorio avverso come quello di Vibo Valentia, coinvolgendo, oltretutto, molteplici figure illustri, quali docenti provenienti da prestigiose Università d’Italia, capi della FBI e della DEA americani, Generali  e Colonnelli della NATO, il Procuratore Capo uscente della Repubblica di Massa e persino un giudice della Corte Suprema Statunitense, cieco dalla nascita. 

Insomma, una movimentazione di persone di profondo spessore culturale e umano che contribuiscono, con la loro presenza, a muovere le acque non solo della cultura, ma anche dell’economia vibonese. Diversi studenti, infatti, provenienti da altre regioni, hanno preso in locazione degli immobili in città per poter studiare, e alcuni di loro hanno addirittura trasferito a Vibo Valentia la propria residenza al fine di poter usufruire dello sconto, pari al 30%, sulla retta,previsto, per l’appunto, esclusivamente a vantaggio dei residenti in virtù dell’interessamento, all’uopo, del Comune di Vibo ( in persona del Sindaco Costa in primis e, adesso, della sindaca Maria Limardo), che ha concesso in comodato gratuito le aule attualmente utilizzate dall’Istituto per svolgere le prescritte lezioni, gli esami e le numerose iniziative culturali extra ordinem, quali convegni et similia. 

 Il nostro è un Istituto che crede, con un entusiasmo contagioso, nel sogno di  far rinascere la città di Vibo Valentia, aperto anche verso i bisognosi e verso chi soffre ma è capace e meritevole di lodi.  

Tante sono le tristi realtà nel nostro territorio che difficilmente vengono rese pubbliche, e noistudenti, sollecitati, in questo, dalla sempre attenta sensibilità del Rettore, avvalendoci anche dell’ausilio del corpo docente, ogni anno organizziamo una colletta per aiutare chi ne ha bisogno, com’è accaduto, ad esempio, ultimamente, nei confronti di una studentessa  gravemente malata e per ciò stesso bisognosa di un costoso intervento chirurgico. Altra iniziativa degna di menzione è quella relativa alla donazione, da parte dell’Istituto, di un percorso di lingua inglese in brail al “Museo Nazionale Capialbi”. 

Le istituzioni universitarie sono state sempre considerate, sin dalla loro genesi, motori di riscatto e di crescita all’interno della società. Ad oggi ci troviamo di fronte a fenomeni storici di cambiamento inesplorati, pertanto occorrerebbe riconoscere, all’Università come istituzione, non solo il ruolo tecnico e tautologico di trasmissione della conoscenza, ma anche quello di portatrice dirinascita e di speranza per il futuro, che non sia solamente di natura economica, ma anche e soprattutto sociale e culturale. In fondo, dobbiamo prendere spunto dalla Storia: ciò che esiste da tempo, non solo dimostra di essere basilare, ma rivela una non comune capacità adattiva.

Grazie per l’opportunità che ci state dando.  

Avv. Adele Villone 

(Ufficio Rettorato rappresentante studenti)

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