Legge elettorale e modalità di voto: i punti salienti e i casi particolari

Conto alla rovescia per le elezioni politiche. Il cerchio rosso da segnare sul calendario va posizionato sul 4 marzo, quando gli italiani si recheranno alle urne – dalle 7 alle 23 – per esprimere le proprie preferenze.

Il sistema elettorale è quello disegnato dal “Rosatellum bis” (la legge elettorale prende il nome dal suo ideatore Ettore Rosato), che prevede 231 collegi maggioritari per la Camera dei deputati (più 1 deputato eletto in Valle d’Aosta, 12 nelle Circoscrizioni estere e 386 deputati eletti con metodo proporzionale in listini bloccati sui quali sono presenti da 2 fino al massimo di 4 nomi) e 116 per il Senato della Repubblica (più 6 eletti nelle Circoscrizioni estere e 193 con metodo proporzionale). Previste 28 Circoscrizioni (importanti per il recupero dei resti) per la Camera e 20 per il Senato.

Al seggio bisogna recarsi muniti di documento d’identificazione munito di fotografia. Verranno consegnate due schede elettorali (una per la Camera ed una per il Senato), dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode”. Per votare basta traccia un segno sul contrassegno prescelto: barrando il simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale. I voti degli elettori che avranno barrato solo il nome del candidato del collegio uninominale saranno invece distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio. È possibile anche mettere una ics sul nome del candidato al collegio uninominale ed una su una lista a suo sostegno. Non può essere espresso un voto disgiunto (cioè votare un candidato all’uninominale ed una lista facente parte di una coalizione avversaria).

Per quanto riguarda gli studenti all’estero, essi possono votare nel caso in cui si trovano all’estero per un periodo di almeno tre mesi al cui interno ricade la data delle elezioni.

Prima di entrare nella cabina elettorale si deve consegnare il cellulare ai componenti del seggio. Specifiche indicazioni sono poi previste per gli elettori degenti in ospedale, per coloro che devono essere accompagnati all’interno della cabina elettorale (in ogni caso nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un diversamente abile), per gli elettori non deambulanti. Nel caso di elettori afflitti da gravissime infermità che impediscono l’allontanamento da casa è permesso il voto a domicilio.

Sono previste delle soglie di sbarramento su base nazionale: 3% per la Camera e 3% per il Senato (le coalizioni per ottenere seggi devono superare il 10%, con l’obbligo di avere al proprio interno almeno un partito in grado di conquistare il 3% dei voti), 20% per le liste di minoranze linguistiche nella relativa regione. I voti delle liste che non superano il 3% ma ottengono più dell’1% vengono distribuiti alla coalizione d’appartenenza.

Per le candidature è imposto il rispetto delle quote di genere (nessun genere può essere rappresentato in misura superiore al 60%).

Un candidato, oltre che in un determinato collegio uninominale, può presentarsi in uno o più (massimo 5) collegi plurinominali.

All’atto della presentazione delle liste, i partiti – non le coalizioni – hanno indicato il programma ed il “capo politico”: il Presidente della Repubblica, nel momento in cui nominerà il Presidente del Consiglio, sarà comunque tenuto solo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione.

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