Lega: “Riaprire il reparto di Medicina interna dell’ospedale di Vibo”

“Mentre il Governo valuta la riapertura di musei, biblioteche, cinema ed altre attività di interesse sociale, l’Asp di Vibo Valentia dimentica la riapertura del reparto di Medicina interna dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia”.

Una situazione “non più sostenibile” e sulla quale la Commissione Sanità della Lega di Vibo Valentia ritiene di “richiamare l’attenzione dei vertici aziendali”, invitandoli a “voler disporre l’immediata riapertura del reparto, ormai chiuso da oltre sei mesi”; ciò, d’altra parte, “ha determinato e continua a determinare, sulla popolazione della nostra provincia, una serie di disservizi e la mancanza anche dei minimi Livelli Essenziali di Assistenza”.

“Basti pensare – sostiene l’organo del partito salviniano – che la Medicina Generale prima della sua chiusura effettuava ricoveri ordinari ed urgenti per un numero pari a circa 900 pazienti l’anno; a ciò si aggiungano le migliaia di visite annue effettuate nei vari ambulatori di Pneumologia e Fisiopatologia respiratoria, Unità scompenso cardiaco e diabetologia. 

Tutto questo, a nostro avviso – aggiungono gli esponenti locali del Carroccio – non è più tollerabile; non è tollerabile che i pazienti afferenti all’ospedale vibonese e che necessitano di un ricovero in Medicina vengano trasferiti presso l’pspedale di Tropea (con numero di posti letto e risorse ben più limitate) o di Serra San Bruno (che comunque è una Lungodegenza) o peggio ancora trasferiti presso una struttura ospedaliera fuori provincia”.

“Il reparto di Medicina interna – spiegano ancora – è di fondamentale importanza all’interno di un presidio ospedaliero e ciò sembra anche superfluo rimarcarlo ma probabilmente deve essere qui sottolineato perché qualcuno sembra averlo dimenticato”. 

Per tale motivo, la Lega – Commissione Sanità per la provincia di Vibo Valentia chiede  “la riapertura del reparto di Medicina interna considerando anche che, la motivazione sottesa alla sua chiusura, vale a dire la necessità di creare un reparto Covid, è a oggi venuta meno se si considera che alla data odierna si registra una notevole diminuzione dei casi Covid a livello regionale e provinciale”.

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