Lega contro Lega in Calabria: a Reggio dice tutto il contrario di ciò che dice a Crotone

E' un cortocircuito stucchevole

Fuoriclasse del surreale, geni del paradosso, professionisti della strumentalizzazione a prescindere: categorie che dalle parti della Lega calabrese, per ovvi motivi storici, vanno forte, fortissimo.

L’ultima allegra figuraccia, ovviamente realizzata senza che nemmeno se ne rendessero conto, risale alle ore a cavallo di Ferragosto. Approfittando della distrazione dei sensi e della distruzione della logica, due rappresentanti della Lega della stessa regione, hanno avuto l’ardore, più che l’ardire, di sostenere, rispettivamente, tutto e il contrario di tutto. A dare avvio alla sarabanda dello sciocchezzaio di mezz’agosto è stato il buon uomo trovato dai salviniani per tentare la scalata a Palazzo San Giorgio. Antonino Minicuci, piccato per le castronerie in serie buttate qua e là da Giuseppe Falcomatà nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc per annunciare la “cancellazione del debito ingiusto” (quando mai?), si è lamentato del fatto che le risorse vantate dal Primo Cittadino e graziosamente concesse da Roma fossero insufficienti e, comunque, destinate ai Comuni italiani, e non a Reggio Calabria in particolare. Falcomatà, pertanto, non avrebbe niente per cui gongolare e si sarebbe reso responsabile di una presa in giro ai danni dei cittadini e protagonista di una farsa. Tutto giusto, tutto vero, squillino le trombe dell’indignazione collettiva, a meno che non arrivi il solito guastafeste. E, infatti, in questo caso, chi sbaglia tempi e modi di ingresso sulla scena non manca mai, una figura retorica che rompe in mille pezzi il bel quadretto appena disegnato. Ad indossarne i panni è stato, nella beata inconsapevolezza di ciò che capita attorno (un must dei nostri tempi oppressi da ignoranza e disordine mentale), Salvatore Gaetano, della Lega referente cittadino a Crotone. Il perfetto militante, evidentemente un duro e puro del “prima i crotonesi” si è inalberato alquanto e ad innervosirlo cosa sarà mai stato? Ebbene sì, il trattamento di favore riservato a Reggio Calabria, perché il Governo avrebbe fatto “figli e figliastri” stanziando “200 milioni a favore di Reggio Calabria” e dimenticando Crotone. Prendendo sul serio, unico in Italia, le parole sparpagliate a casaccio dal sindaco reggino, ha parlato di “potente aiuto statale” con cui il Comune di Reggio Calabria chiude definitivamente i conti con il passato, e soprattutto con il rischio dissesto”. E, senza che il ragionamento difetti in logicità, si è chiesto: “E Crotone? Siamo figli di un Dio minore?”.
In un cortocircuito stucchevole, ignaro di quanto urlato dal collega di fede politica scaraventato da Genova nella foresta poco vergine della campagna elettorale di Reggio, si è lanciato in un iracondo: “Reggio salvata e Crotone ignorata”. Davvero non se ne capacita, davvero Gaetano, rinnegando il verbo di Minicuci, non comprende “perché analoga attenzione politica non sia stata riservata a Crotone e a Cosenza. Questa del governo PD-5Stelle è una scelta ingiustificabile, inaccettabile, che evidentemente distingue tra figli e figliastri”. Naturalmente, in ossequio al populismo che, sotto quelle frasche poco fresche, fa sempre un certo effetto, non poteva evitare una vibrante sollecitazione rivolta alla gente di Crotone “a ribellarsi democraticamente al fine di contrastare logiche tanto assurde quanto ingiuste e gravemente penalizzanti”. A tranquillizzarci, però, ci pensa lo stesso referente cittadino della Lega di Crotone che, con tono stentoreo, anticipa che sottoporrà “all’attenzione del Segretario regionale del mio Partito, Cristian Invernizzi – iniziative eclatanti a difesa del ruolo di Crotone, capaci di focalizzare anche l’attenzione dei media nazionali su questa gravissima penalizzazione”. Perfetto, sarà questa l’occasione propizia per sottoporre all’attenzione del deputato bergamasco anche il doppio binario mentale che attraversa le stanze insonorizzate del pensiero leghista.

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