Strano a dirsi, non si tratta del remake di un film di fantascienza con Will Smith, ispirato ai racconti del celebre autore Isaac Asimov, anche se le analogie sono davvero molto vicine. E’ successo proprio con una testata storica e autorevole come quella del noto The Guardian. In pratica uno dei sistemi di generazione di linguaggio, cioè un sistema di intelligenza artificiale è stato direttamente testato per la realizzazione di un editoriale sul noto quotidiano britannico. Il risultato ha sorpreso non poco i detrattori. Si chiama precisamente GPT-3 e anche se ricorda vagamente un robot della saga Star Wars, in realtà è un sistema elaborato di intelligenza artificiale, testato con un contenuto editoriale, per verificare se la cosa può avere o meno un seguito.
Il vero colpo di teatro è dato più che altro dal titolo che in italiano si potrebbe tradurre come “Un robot ha redatto questo articolo: la cosa ti spaventa, umano?”, il testo è stato condiviso senza conoscere l’antefatto da oltre 65.000 utenti, che non erano a conoscenza del fatto che dietro la tastiera ci fosse un prototipo di intelligenza artificiale.
In particolare si è data enfasi all’incipit del pezzo, che partiva con una frase ad effetto del tipo: Non sono umano, sono un robot pensante. Ora che ci fossero generatori di linguaggio, bot e altri prototipi del genere, eravamo al corrente, ma l’esperimento è stato comunque affascinante per l’effetto sortito e per come è stato commentato nella comunità giornalistica di stampo tradizionale. A parte la trovata pubblicitaria bisogna considerare i passi in avanti che l’intelligenza artificiale sta compiendo nel corso degli ultimi 15 anni.
Tuttavia la cosa che desta interesse è data dal fatto che questo tipo di elaboratori, cioè di software non devono avere comprensione testuale per funzionare. Lo stesso tipo di logica dietro cui si muovono i software che simulano il gioco online dei casinò digitali come ad esempio Leovegas.it , dove il croupier virtuale non è altro che un software capace di simulare il giro di ruota della roulette. Il funzionamento delle slot machine digitali e naturalmente anche i mazzi di carte francesi, che rendono possibili i giochi di abilità come il baccarat, il poker texano e quello classico o un altro gioco che sta avendo grande impatto come il blackjack. I software e le app di gioco che gestiscono le attrattive dei casinò virtuali sono sempre più sofisticati e a prova di errore.
Un esempio differente è quello dato dall’intelligenza artificiale che è stata in grado di giocare a poker con veri e propri professionisti per un record di oltre 10 ore. Naturalmente alla lunga l’abilità dei giocatori professionisti ha avuto la meglio sul fronte decisionale, ma l’esperimento è stato salutato come un successo, sia dalla comunità scientifica che lo aveva promosso, sia da tutti gli esperti e appassionati di poker.
Del resto già nel corso degli anni cinquanta del secolo scorso, ci furono alcuni matematici che crearono un legame tra il gioco del poker e altre discipline come la scienza statistica, il calcolo delle probabilità e la matematica stessa. Senza andare troppo lontano nel tempo il giocatore professionista David Sklansky è un ottimo esempio di matematico prestato al gioco, capace di vincere addirittura in un contesto prestigioso come le WSOP, ovvero le World series of Poker che ogni anno si tengono nello Stato del Nevada e sono molto importanti per il circuito del gioco del poker professionistico.