L’EDITORIALE / “La Serra”, i movimenti e i possibili incidenti di percorso

La buona riuscita in termini di pubblico della manifestazione “La Serra in movimento” ha marcato i cambiamenti politici intervenuti negli ultimi mesi segnando nuovi equilibri e prospettando scenari alternativi.
“LA SERRA RINASCE” Partiamo dai dati oggettivi. Il rinnovato fermento amministrativo è, seppur con qualche intoppo e con possibili migliorie, un dato incontrovertibile. Niente di trascendentale, ma c’è effettivamente un’attività che si fonda sul lavoro quotidiano, su una programmazione più o meno responsabile, su strategie pensate e non occasionali. Il sindaco Luigi Tassone, a piccoli passi, si sta guadagnando sul campo quella leadership nel gruppo che prima era stata semplicemente imposta dal deus ex machina Bruno Censore. Il gruppo, pur con qualche problema di comunicazione interna, si sente più forte per la “scomparsa” degli avversari: “Liberamente” sconta la prolungata assenza per motivi di lavoro di Alfredo Barillari, “In alto volare” è in apparenza inattivo. L’opposizione è sostanzialmente assente dentro e fuori dall’aula.
I MOVIMENTI In questo quadro, si collocano “travasamenti” di elettori che individuano nell’unica forza politica visibile un’opportunità di collocazione. Scema l’attrazione a contrapporsi, anche perché avere scontri con chi “comanderà” per almeno altri due anni e mezzo non è una prospettiva allettante in mancanza di concrete speranze di rivalsa.
GLI INCIDENTI DI PERCORSO Attenzione, però. Questo è solo lo scenario di oggi, non quello di domani, né quello di dopodomani. Da qualche intervento a palazzo Chimirri sembrava trasparire una ostentata sicurezza ai limiti dell’arroganza. Quasi una convinzione di superiorità morale priva di qualsiasi giustificazione ed impossibile da accettare.
L’acidità del messaggio trasmesso ha quasi suscitato un senso di rigetto nel cittadino equidistante. Non è in discussione l’improponibilità del paragone con i predecessori, ma l’atteggiamento eccessivamente aggressivo (come se ci si volesse giustificare di qualcosa che non si conosce) fuori dalla campagna elettorale e le modalità espositive.
Senza contare la tendenza a specchiarsi nei propri pregi (davvero esistenti) e a disconoscere i propri difetti (altrettanto concreti). Per essere più chiari: l’impegno profuso è innegabile tanto quanto la carenza di qualità politiche di un buon 80% degli amministratori.
La vittoria alla prossima competizione amministrativa è quindi tutt’altro che scontata. Ci sono tante insidie politico-amministrative (la paventata e mai negata eventualità del dissesto, i concorsi, la gestione dei servizi più delicati), oltre a tante opportunità. E comunque, c’è ancora chi è disposto anche a perdere in eterno pur di difendere la bandiera.

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