L’EDITORIALE / Fiducia, ma adesso dovete pedalare

Chi li conosce bene sa quanto sia stata sofferta la loro scelta. Sa dei pranzi saltati, delle ore sottratte alle proprie famiglie, dello stomaco raggomitolato, dei volti tirati, delle notti insonni, dei nervi tesi. No, non è stata una scelta agevole la loro, checchè ne possano pensare quei leoni da tastiera che scrivono (male, anche dal punto di vista grammaticale) ma poi nella vita non agiscono mai. No, Jlenia Tucci e Francesco De Caria non hanno recitato: hanno patito in questi giorni incommensurabilmente difficili. Ci hanno messo la faccia, consapevoli che nello strappo che si è consumato nel gruppo “In alto volare” c’è un importantissimo aspetto umano. Che nessuno può permettersi di giudicare. Hanno preso una decisione impopolare, pur sapendo della mole di insulti che sarebbe piovuta addosso a loro. Lo hanno fatto, perché hanno voluto dare un “contributo al proprio paese” in un momento chiave.

Chi scrive ha avuto la possibilità di guardarli negli occhi e crede nella loro sincerità.
Chi scrive crede che la loro posizione sia legittima. E che sia altrettanto legittima la posizione di Adriano Tassone. La politica è fatta di scelte, talvolta dolorose. Ogni uomo ha le sue opinioni, il confronto – anche se duro – serve per crescere.
Chi scrive non ha paura che qualche novello giustiziere possa custodire questo articolo negli archivi per poi tirarlo fuori quando più converrà o che possa registrare questa o quella trasmissione radiofonica.
Chi scrive non teme commenti, screenshot modificati, parole pronunciate senza connettere prima il cervello.
Chi scrive non sarà messo in soggezione o intimidito da ululati o guaiti.
Chi scrive su queste colonne, lo fa esprimendo il proprio libero pensiero.
Chi scrive pensa che Jlenia Tucci e Francesco De Caria abbiano adottato una scelta responsabile, ma anche che per loro sia giunta l’ora di dimostrare se e quanto valgono. Sul campo, con il lavoro. Devono portare risultati tangibili. Devono correggere errori, tracciare una rotta, raggiungere gli obiettivi. Non devono accodarsi, devono ragionare con la propria testa.
Devono essere trasparenti, determinati, operativi. Serra San Bruno ha bisogno di esempi positivi, non di opinioni distratte.
Devono convincere i cittadini con i fatti. È una sfida tremenda, ma anche una grande opportunità.

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