Le elezioni a Serra fra strepiti e allusioni: ma la politica è un’altra storia

Ancora una volta, come nel passato recente e meno recente, la campagna elettorale a Serra San Bruno si trasforma in un’arena dei gladiatori (nell’accezione negativa del termine). Diciamolo subito: qualcuno attacca duramente, qualcuno esagera, qualcuno eccede nei toni, ma nessuno può dire di essere “puro”, di poter giudicare, di poter “scagliare la prima pietra”. Nessuno può davvero dire di non diffondere sentimenti negativi, perché di frasi “d’assalto” ne abbiamo già ascoltato troppe e siamo solo alla prima settimana di settembre.

Probabilmente gli affondi regalano visibilità: ma saper fare politica (amministrare è una cosa ancora diversa) è un’altra storia. Per carità, il mese finale è fatto anche di folklore, di siparietti e di critica. Anzi, la critica (costruttiva) ci vuole: ma sui programmi, sulle competenze, sui percorsi. Persino sulle aspettative politiche. Mai sugli aspetti prettamente personali. Se c’è qualcosa di poco limpido, va esposto – con prove alla mano – negli uffici competenti che avvieranno le indagini ritenute opportune. Non diciamo che bisogna far finta di non vedere o non sentire: diciamo che se c’è qualcosa che non va ed è dimostrabile, va certificato nelle giuste sedi. Se, invece, ci sono solo allusioni, vanno messe da parte. Saper rispettare i limiti è un prerequisito di chi si propone di salire su un palco. Chi scrive è convinto che, oggi a Serra San Bruno, fra i 39 candidati, il numero di chi sia in grado di “fare politica” non superi quello delle dita di una mano.

Politica nel senso di distinguere un sistema valoriale dall’altro, di aver adeguate conoscenze di tipo sociologico, giuridico ed economico, di avere una visione e un’idea di sviluppo sostenibile della comunità e del territorio.

Sappiamo quanto questo tipo di editoriali siano sgraditi: poco male, questo giornale non ricerca “lavate di faccia”, né condivisioni, né introiti derivanti da accessi spasmodici. Non cerchiamo consenso; tante volte chi approva l’operato della stampa libera lo fa in maniera interessata. Non diamo suggerimenti di voto, non auspichiamo la vittoria di una lista o dell’altra o dell’altra ancora. Tre persone dicono di essere già sindaco, lo sarà una sola: speriamo sia la migliore per Serra San Bruno. Quale è questa persona? Lo decideranno democraticamente gli elettori, non certo un giornale.

Noi cerchiamo invece di riportare informazioni e notizie cercando di mettere tutti sullo stesso piano senza favori o pregiudizi. Non rinunciamo ad interpretare ciò che accade, ma separando i fatti dalle opinioni.

E a proposito di par condicio, ieri si è concluso il primo mini-ciclo elettorale: abbiamo dato conto delle presentazioni delle liste, dei programmi, dei “primi comizi” di ogni compagine. Da oggi non seguiremo passo passo ogni comizio, se non a livello di privati cittadini. Quindi, non riporteremo la sintesi di ogni manifestazione né pubblicheremo note di resoconto di eventi ai quali non siamo stati presenti. Questo non significa che la nostra informazione s’interrompe qui, ma vuol dire che da oggi – sempre garantendo la parità di condizioni – riporteremo i fatti salienti. Anche perché bombardare i lettori con dichiarazioni non sempre dal senso compiuto potrebbe generare confusione e non chiarezza.

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