Le community virtuali che amiamo oggi e come potrebbero cambiare con l’AI

Abbiamo piena consapevolezza oggi di cosa siano le comunità virtuali. Le ritroviamo nei contesti più disparati: social, gaming, forum di nicchia e persino negli ambienti di lavoro digitali. Sono diventate spazi di aggregazione e di condivisione dei propri interessi. Sono gestite da figure professionali specifiche come community manager o moderatori

Se tutto questo ci sembra incredibilmente inedito rispetto agli spazi di socializzazione prevalenti fino a qualche anno fa, allora è bene considerare che cambiamenti ben più rivoluzionari si prospettano all’orizzonte. L’introduzione di chatbot che fungono da moderatori è solo il primo passo dell’intelligenza artificiale in questo settore.

Oltre alla moderazione automatica, si lavora per realizzare avatar con caratteristiche sempre più “umane” e, soprattutto, in grado di intercettare in anteprima tensioni per intervenire preventivamente. La traduzione simultanea di tutte le lingue e la capacità di gestire le chat con contenuti personalizzati potrebbero portare presto ad una totale ridefinizione delle comunità digitali

L’IA sarà in grado di orientare le discussioni, organizzare attività e cambiare l’atmosfera delle chat room in base agli input proposti. Se l’algoritmo sarà però integrato per azzerare qualsiasi imprevisto e mantenere un’armonia costante, ci si chiede cosa ne sarà della spontaneità e della capacità di ricevere davvero nuovi stimoli. Gli utenti saranno poi in grado di distinguere gli interlocutori reali da quelli virtuali? Queste sono solo alcune delle domande che si faranno spazio. 

D’altra parte, però, l’IA promette già oggi di intervenire nelle community virtuali anche per migliorare l’esperienza degli utenti. Ad esempio, nei contesti ludici in cui la componente competitiva si intreccia con quella sociale, l’automazione è fondamentale per garantire il rispetto delle regole. I giocatori che si sfidano a poker online possono, ad esempio, contare su tecnologie all’avanguardia in grado di rilevare anomalie in tempo reale e assicurare l’equità delle sessioni.

Nelle community dedicate all’apprendimento linguistico, invece, l’intelligenza artificiale agisce come un vero e proprio partner di conversazione. Piattaforme come Duolingo integrano l’IA per consentire agli utenti di imparare con conversazioni simulate ed invio di feedback senza che l’utente abbia timore del giudizio altrui.

Ancora una volta, allora, non è lo strumento in sé a generare sicurezza o alienazione, ma le modalità in cui la mente umana decide di implementarlo. Non ci resta che scoprire, dunque, quale percorso si deciderà di intraprendere in futuro.

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