“Le attività funebri senza certificazione dovranno chiudere”: Caliò fa chiarezza sulla legislazione esistente

“Giorno 30 novembre 2020, ultimo giorno utile per acquisire la certificazione attestante il proseguo dell’attività funebre in Calabria, dopo 12 mesi (art. 8 comma 6) di tempo dati dalla famosa e tribolata legge regionale 48/2019, vedrà finalmente i suoi primi risultati. Le imprese che in questi 12 mesi non hanno acquisito la certificazione alla giornata del 30 novembre, per come scritto all’ art. 10 comma 5, avranno la cessazione immediata dell’attività non adeguata ai requisiti tecnici, professionali e morali che la stessa richiede”. 

L’ex presidente e portavoce regionale Cosfit, Rocco Caliò, sgombra il campo da dubbi e fa chiarezza sul futuro delle imprese operanti nel settore funebre.

“La legge – spiega Caliò – era stata impugnata dal Governo, con delibera C.d.M. del 23 gennaio 2020, ma successivamente con delibera n. 64 del 30 settembre 2020, il C.d.M. ha dichiarato di rinunciare al ricorso in quanto la Regione, con successiva legge regionale, ha modificato le disposizioni impugnate adeguandole alla normativa statale di riferimento. Pertanto, la legge in forza di una sentenza costituzionale che definisce le leggi regionali come fonti primaria rispetto ai regolamenti e alle circolari, e che dà in capo alle Regioni la facoltà di legiferare sulle attività funebri e materie sanitarie, trova pieno accoglimento dalle imprese che hanno fortemente voluto regole sane, giuste e precise”. Caliò precisa che “la legge si trova sul burc n. 133 del 29 novembre 2019 e che la Regione con la pubblicazione telematica fa giungere a tutti organi competenti e imprese del territorio l’esistenza, la permanenza e il dovere di adeguamento entro i termini definiti. Come si suol dire la legge non ammette ignoranza. Speriamo – aggiunge – che i Suap dei vari Comuni non ostacolino il naturale procedimento di legge, verificando quanto autodichiarato e di seguito certificando il proseguo dell’attività. Purtroppo, ci duole constatare che molte imprese hanno fatto non hanno voluto sentire, idem molti Comuni, e purtroppo si ritroveranno giorno 1 dicembre a dovere chiudere l’attuale attività, riaprendo solo dopo aver ripresentato tutto ciò concerne alla legge in riferimento. Questa legge non vincola le attività funebri ma le delinea professionalmente e moralmente. Sarà cura e dovere dei Comuni far rispettare la legge e perseguire i controlli in maniera continuativa. Auspichiamo – conclude – che nel più breve tempo possibile tutte le attività siano e operino in maniera di trasparenza, onestà, professionalità, qualità e dignità”.

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