Lavori sulla strada tra “Ninfo” e “Passo di Croceferrata”, il Comitato “Indignati speciali” scrive al prefetto: “Servono interventi strutturali, non toppe”

La ex Ss 501, nel tratto compreso tra la località “Ninfo” (Comune di Serra San Bruno) e la località “Passo di Croceferrata” (Comune di Fabrizia) fino all’incrocio con la strada che conduce a Cassari (Comune di Nardodipace) “necessita urgentemente di consistenti opere di consolidamento strutturale, di scolo e drenaggio delle acque pluviali e, comunque, di quant’altro necessario e utile a mettere innanzi tutto in sicurezza il transito veicolare su di essa, allo stato per nulla garantito, e poi a rendere solido, stabile e duraturo nel tempo il nuovo selciato, evitando, così, di rivederlo dissestato al presentarsi delle prime intemperie della prossima stagione invernale, se non prima, com’è avvenuto con i lavori effettuati di recente lungo la Sp 9, nel tratto compreso tra i Comuni di Mongiana e Fabrizia”.

È quanto sottolinea il Comitato “Indignati speciali” in una missiva indirizzata alla Prefettura di Vibo Valentia, al Parco delle Serre, al Parco d’Aspromonte ed alla Provincia di Vibo Valentia.
Il Comitato mostra diffidenza perché “dalle prime indiscrezioni avute da parte degli Enti che si apprestano ad eseguire l’intervento, emerge la totale insussistenza di qualsivoglia previsione progettuale afferente ad opera strutturale di sorta, essendo limitati, i lavori programmati, al solo ed unico asfalto della sede stradale, con il dubbio, inoltre, se la bitumazione riguarderà l’intero tratto, oppure soltanto le parti di esso più macroscopicamente danneggiate”.
Di conseguenza, “risultando evidente il rischio che anche in questo caso si possa addivenire ad un inutile spreco di fondi pubblici, senza alcun reale e concreto beneficio per la collettività, il sodalizio rappresentato da Domenico Demasi, chiede che al prefetto di “valutare l’opportunità di procedere ad ogni sollecitazione utile affinché, chi di competenza, provveda al preventivo espletamento degli interventi strutturali lungo l’arteria, e ciò anche al fine, per nulla trascurabile, di scongiurare il verificarsi di situazioni di pericolo per gli utenti della strada stessa, la quale, oltretutto, risulta interessata dal frequentissimo transito dei mezzi pesanti delle industrie boschive e di imbottigliamento di acque oligominerali, esistenti ed operanti sul territorio”.
Il Comitato esprime fiducia nel prefetto, ma non “nei sindaci dei Comuni interessati che, paradossalmente ed incomprensibilmente, appaiono sempre più disinteressati all’argomento”.

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