L’attualità del pensiero di Leopardi ed i mali del presente: il Serreinfestival chiude con le riflessioni sul futuro

La giornata conclusiva del Serreinfestival ha proposto l’interpretazione attualizzata del pensiero di Giacomo Leopardi e la contestualizzazione della sua prosa e dei suoi versi. L’iniziativa – introdotta dal direttore artistico della rassegna Armando Vitale che ha rimarcato come “il poeta ci spinge a maturare un punto di vista che ci aiuta a riconciliarci con la natura e con noi stessi” – è stata moderata dalla docente del liceo “Machiavelli” di Serra San Bruno, Clara Grillo, che ha evidenziato che “le tematiche affrontate dal poeta sembrano contemporanee”.

Sulla “grandezza di Leopardi” che “sta nel porsi interrogativi, nel porgerli alle generazioni successive e nel non rinunciare a trovare una soluzione” ha dibattuto la docente di Italianistica Loredana Marzullo, che ha esteso le sue considerazioni “alla bellezza e alla fragilità presenti nei suoi testi” che “possono essere accomunati ad una ricerca artistica contemporanea”. Ancora, spostando l’attenzione sui conflitti, Marzullo ha invitato sia a “non demonizzare il nemico” sia a “uscire da una logica di guerra perpetua”. La sua omologa Anna Solimini Vavalà ha ragionato “sull’attacco contro l’atteggiamento antropocentrico di Leopardi” sottolineando che “è insensato che l’uomo si ritenga l’essere privilegiato dell’universo ed è altrettanto insensato che gli uomini si contrappongano invece di condividere la loro comune condizione”. “Non si possono allontanare – ha specificato la docente – la vecchiaia e la morte, quindi non ci si può ritenere padroni di tutto. Gli uomini, al contrario, fanno parte solo di un circuito perpetuo e la natura è comunque straordinariamente più forte di noi. Quello che è delicato è il nostro habitat”. Queste riflessioni sono state intervallate dai testi recitati in maniera appassionata e coinvolgente di Daniela Vitale con il sottofondo musicale (fisarmonica e chitarra) di Brunello Tripodi. A tirare le conclusioni ci ha pensato Giuseppe Zangari che ha rilevato che “come uomini non abbiamo inteso una giusta via per vivere una pace interiore e, anziché preservare la natura, la stiamo distruggendo”. La serata è stata allietata dall’esibizione allestita dalla scuola di danza “New Gymnasium”.

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