L’assessore permaloso nella città No Water

E’ passato, come era facilmente prevedibile, sotto silenzio il vivace botta e risposta che nelle scorse 48 ore ha visto sfidarsi a singolar tenzone il consigliere comunale di Forza Italia, Antonino Caridi e l’assessore a Manutenzioni, Politiche Abitative ed Edilizia Residenziale Pubblica, Dismissione e valorizzazione del patrimonio e Protezione Civile (niente di meno!), Rocco Albanese.

Il rappresentante ‘azzurro’, fatto presente che erano andate a vuoto diverse segnalazioni in merito a difficoltà sorte in merito all’ordinaria manutenzione dei servizi fognari, è stato inondato da un fiume di melma sputato fuori, a nome dell’esponente della Giunta Falcomatà, dagli sceneggiatori che affiancano il sindaco. Una risposta carica di rancoroso astio, di animosità carica di livore, degna punizione per un delitto di lesa maestà. Al membro dell’Esecutivo municipale, evidentemente, nonostante la consolidata esperienza maturata nel corso degli anni, continua a rimanere oscuro un principio basilare: assumere un incarico pubblico non rappresenta un premio alla carriera, ma un onere da portare sulle spalle con spirito di servizio nei confronti della comunità. Non vale solo per il membro del Partito Democratico reduce dagli attriti verificatisi con il sindaco nella scorsa consiliatura, ma per chiunque faccia parte di un’organizzazione politico-istituzionale. Se non si è disposti a fornire risposte, se non si è preparati a dare soluzioni, se non si è funzionali rispetto alle esigenze di una struttura, fuori dalle scatole e avanti un altro.

Nello specifico, peraltro, non rileva nemmeno entrare nel merito della querelle: stiamo pur sempre parlando di un amministratore pubblico che, dal giorno dell’insediamento, non ha avvertito la decenza né, tanto meno l’obbligo naturale di convocare una conferenza stampa per spiegare dettagliatamente al popolo reggino il motivo per il quale la normalità, nella città della truffa del Menta, è segnata da rubinetti asciutti ed autoclavi ovunque. E’ vero pure che può farsi scudo con personaggi “de sinistra”, che sono talmente rivoluzionari da voler sovvertire tutto, anche il buon senso e la gerarchia delle priorità: scendono in piazza per la pace nel mondo scordando di essere consiglieri comunali di una striscia di territorio che lamenta l’emergenza idrica come la lamentano i palestinesi nella Striscia di Gaza. In fondo, questo è un angolo di mondo in cui il Prefetto, sabato pomeriggio, ai piedi della scalinata che sognare il mondo fa, non avrà certo colto l’occasione mondana per chiedere, anche in maniera informale, non necessariamente con il crisma istituzionale imposto dai ruoli, lumi su una situazione di emergenza sanitaria che, in quanto tale, rientra in quelle condizioni di pesante disagio di cui pure dovrebbe farsi carico. Tutto, in fin dei conti, affidato all’approssimazione che tiene sotto scacco decine di migliaia di persone ostaggio di un manipolo di manovratori. Loro valutano, loro decidono, senza dare conto a nessuno se non all’assessore di turno, di chiusure ed aperture, deviazioni e gestioni di serbatoi: i custodi del Tempio, indiscussi padroni del destino della collettività. Se è vero quanto sostiene Albanese, e cioè che la sete di Reggio Calabria è causata dalle continue perdite sofferte dalle condotte, per inciso sotto il diretto controllo dell’Amministrazione Falcomatà dal 2014, lo dimostri quotidianamente. Ogni pomeriggio, sfruttando la potenza di fuoco dei social, palcoscenico privilegiato dal Capo, e della comunicazione gestita dall’eccelso staff del sindaco, pubblichi foto a testimonianza del livello raggiunto quel giorno nei vari pozzi. Porti “dati di fatto”, quei dati di fatto mancanti anche nella replica scomposta al consigliere Caridi. Metta sul tavolo prove che esprimano un rispetto autentico nei confronti dei cittadini dinanzi alle cui necessità ha il dovere di inchinarsi senza farsi inebriare dal titolo e dal lusso di elargire favori. Lo faccia, non sia timido e guadagnerà quel rispetto e quella credibilità al momento impossibili da accordare, all’assessore ed alla squadretta che sta prendendo a pallonate la dignità di una città intera.

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