L’amore per le api, oltre i furti e le difficoltà: la storia della famiglia Lupinacci

* di Francesco Castagna – Un amore per le api che nasce da una tradizione di famiglia. Ed è solo grazie a questo sentimento che Giuseppe Lupinacci e sua moglie Josephine Pagnotta, hanno deciso di non gettare la spugna del loro sogno coltivato da tutta una vita. Titolari di una piccola impresa di apicoltura ubicata tra i comuni di Feroleto Antico, Serrastretta e Pianopoli, i coniugi Lupinacci sono stati vittime fino a pochi mesi addietro di diversi furti delle loro amate api e del danneggiamento delle preziose arnie che le custodivano. Per l’esattezza tre furti in meno di un anno: nel caso di specie i ladri sono entrati nottetempo nelle loro proprietà e si sono avventati senza scrupoli sulle arnie vandalizzandole e sottraendo le api custodite al loro interno. Infatti delle oltre 200 famiglie di api disponibili, in seguito all’ultimo furto subito ne erano rimaste appena una decina.

Ecco perché, dopo l’ultimo grave episodio, lo sconforto aveva per un momento sopraffatto la famiglia Lupinacci tanto da fargli sfiorare l’idea di alzare definitivamente bandiera bianca. Ma la loro è stata da sempre un’attività frutto, oltre che di sacrificio, di vero e proprio amore e passione verso l’apicoltura e che affonda le proprie radici in un’antica tradizione familiare. Difatti il signor Lupinacci, fin da piccolo vedeva il padre svolgere questo millenario mestiere con grande amore e dedizione per le api, insetti che sono tra l’altro fondamentali per l’equilibrio della natura e dunque per la vita stessa degli uomini. A fargli, in maniera provvidenziale, cambiare idea sono stati oltre i tanti messaggi di solidarietà ricevuti, anche la disponibilità di colleghi apicoltori e rappresentanti di categoria che si sono offerti di donare alla famiglia Lupinacci il proprio sostegno per riavviare l’attività. Ecco quindi che, tramite la Coldiretti, è stata avviata tra soci, nei propri uffici oltre che nei mercati di “Campagna Amica” una raccolta sia di fondi che di materia prima, dunque offrendo anche nuove api per consentire ai Lupinacci di riavviare prima dell’estate le arnie per la raccolta del miele. Una storia a lieto fine, che dimostra come, anche in Calabria, lo spirito di solidarietà tra piccole, ma importantissime, realtà imprenditoriali possa essere portato come esempio per superare episodi criminali che minano alle basi l’intero tessuto sociale calabrese.

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