L’Amministrazione Falcomatà naufraga nel mare inquinato degli sproloqui di Latella

Robusti e solidi studi della materia, da parte di Latella, hanno, anzi, ribaltato il tavolo

Non ci sono altre spiegazioni: all’inizio della consiliatura gli amministratori comunali della maggioranza messa assieme dal sindaco Giuseppe Falcomatà si saranno seduti attorno ad un tavolo e, tra frizzi e lazzi, avranno deciso di allestire una competizione interna che, al termine del giro sulla giostra di Palazzo San Giorgio, si sarebbe conclusa con la premiazione di chi, nel corso del disgraziato quinquennio, si fosse distinto per la capacità di riunire i pensieri più arditamente tragicomici.

Nessuna giustificazione alternativa potrebbe, infatti, spiegare le bufale in serie uscite dalle bocche degli inquilini di centrosinistra a Palazzo San Giorgio. L’ultimo in ordine di tempo (ma è sufficiente pazientare qualche ora e le sue dichiarazioni saranno efficacemente superate da altre di analogo tenore) è stato l’ineffabile Giovanni Latella che, in virtù di un mistero insondabile anche per lui, si è visto calare sul capo le deleghe a Sport e Turismo senza che nessuno abbia mai capito quali fossero le sue conoscenze di due settori così nevralgici per la vita della città. Ebbene, oggi, venerdì, intervenendo ai microfoni di Antenna Febea nel corso della trasmissione radiofonica “Talk Sport.”, l’uomo di Falcomatà si è lanciato in un spericolato (s)ragionamento per “purificare” e”bonificare” da qualsiasi forma di contaminazione ed inquinamento lo specchio di mare antistante Reggio Calabria. Cosa volete che valgano, del resto, al cospetto della mastodontica sapienza dell’ottimo Latella, le analisi certificate dell’Arpacal che bocciano, da lungo tempo, le acque cittadine? Quale rilevanza volete che abbiano le risultanze scientifiche se non sono validate dalla bolla accademica impressa direttamente dal ciuffo mobile del consigliere delegato? Robusti e solidi studi della materia, da parte di Latella, hanno, anzi, ribaltato il tavolo condannando, senza attenuanti di sorta, la qualità degli “esaminatori”: “Chissà come fanno le analisi questi qua”, si è domandato tonitruante, prima di sollecitare il popolo reggino, come ha ben fatto notare Giuseppe Minnella, attento dirigente della Fiamma Tricolore, a tuffarsi in mare senza indugi. Non sussistono rischi di qualsivoglia natura: a deciderlo è stato l’autorevole responso del “nobile cattedratico dell’Ambiente”. Pazienza se qualche miscredente si ostinerà a non alimentare la fede cieca, e anche sorda e muta, nel verdetto inappellabile emesso dal rappresentante del sindaco. Garantisce lui: “l’acqua è pulita e cristallina, mette polemicamente in risalto Minnella. Si rassegni anche il Primo Cittadino che, stoltamente, non ha dato, e continua a non dare, ascolto a Latella, firmando ordinanze che vietano la balneazione. “Dichiarazioni di una ignoranza e incompetenza tale da essere passibili di denuncia penale”, tuona l’esponente della Fiamma Tricolore che così rincara la dose: “Non bastasse ciò, circolano, e si stanno ormai moltiplicando da settimane, le infezioni da streptococco e piodermite che molti bambini stanno contraendo in questi mesi estivi proprio a causa delle acque luride”. E’ anche per tale ragione che sollecita l’intervento della magistratura affinché richieda la registrazione della puntata ed avvii un’indagine su quanto dichiarato per dichiarazioni lesive della salute pubblica”. Più e più volte la città si è chiesta, negli anni, quale realtà parallela sia abitata dal sindaco: qualche indizio in più relativo all’indirizzo presso cui essa sia ubicata è arrivato grazie a Latella che, per decenza e decoro istituzionali, dovrebbe, a questo punto della favoletta, aprire la porta del sindaco e mettere nelle sue mani una lettera scritta avente ad oggetto la consegna delle deleghe con la più semplice delle motivazioni: manifesta incapacità.

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