La rinascita di Domenico Berardi

Un talento fisico e tecnico infinito, troppo spesso limitato da una discontinuità che gli ha impedito il passaggio a una big e da un carattere spesso sopra le righe: è l’estrema sintesi della parabola calcistica di Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo nato a Cariati nel 1994 e uno dei calciatori calabresi più forti di sempre. Quest’anno, però, la storia sembra cambiata: con 5 gol in 5 presenze Mimmo è l’attuale capocannoniere della Serie A e in campo sembra aver trovato la maturità tecnica e mentale per il definitivo salto di qualità.

Dopo aver saltato la prima giornata di questa stagione per squalifica, Berardi si è preso sulle spalle il Sassuolo, l’ha trascinato alla vittoria sulla Sampdoria con una tripletta e ha spaventato la Roma con un’altra doppietta nel 4 a 2 dell’Olimpico. Un avvio sensazionale per il 25enne di Cariati.

La parabola calcistica di Domenico è ormai cosa nota. Dopo aver mosso i primi passi nelle giovanili del Cosenza, viene prelevato dal Sassuolo che lo nota vedendolo giocare a calcetto. Troppo talento, anche in uno sport diverso come il calcio a 5, per lasciarselo scappare, pensa la dirigenza neroverde che lo convoca per un altro provino e lo fa entrare in primavera.

Appena diciottenne, nella stagione 2012/2013, Berardi esordisce in Serie B e con 11 reti diventa il punto di riferimento della squadra che ottiene la prima storica promozione nella massima categoria. Tutti si accorgono che il calabrese è un giocatore speciale. La più veloce è la Juventus che ne acquista la metà del cartellino e lo lascia al Sassuolo a maturare.

Arrivato in Serie A, Berardi continua a stupire. Per informazioni chiedere al Milan che in una domenica di gennaio 2014 si vede rimontare il 2 a 0 firmato Robinho – Balotelli, dalla tripletta del 20enne. E tutto nei primi 45 minuti. A fine gara le reti saranno 4. È forse uno dei momenti più alti della carriera del calabrese che riceve anche le prime convocazioni in Under 21.

La stagione successiva farà ancora meglio: i 15 gol segnati e i 10 assist forniti ai compagni regaleranno al Sassuolo una tranquilla salvezza e lo faranno entrare nella lista dei più promettenti talenti mondiali stilata dalla rivista Don Balon.

L’annata 2015/2016 è quella della prima storica qualificazione all’Europa League dei neroverdi. Guidato da Eusebio di Francesco, Berardi segna 7 gol (con 6 assist) in campionato, diventa con 5 reti il miglior marcatore europeo degli emiliani e il primo in assoluto per gol segnati nella storia del club.

Berardi è in rampa di lancio, ma la sua ascesa, improvvisamente, si ferma. Seguiranno tre annate difficili, dal 2016 all’ultima (chiuse rispettivamente con 5, 4 e 8 gol) consumatasi con un Sassuolo a metà classifica e un De Zerbi alla ricerca dello schema migliore per far rendere al massimo il suo talento. Ma quest’anno la storia sembra definitivamente cambiata.

Spesso decisivo con i suoi gol nelle spettacolari gare del Sassuolo versione 2019/2020, Berardi è tornato in questa stagione il giocatore che aveva fatto innamorare le big del nostro calcio, Juventus in primis. Proprio la Vecchia Signora è stata la più vicina a prelevarlo dall’Emilia, nell’ormai lontano 2013, ma il calabrese impose un netto, e ancora discusso rifiuto, ai bianconeri. I motivi, infatti, non sono ancora chiari a sei anni di distanza: la mai nascosta fede interista? La voglia di inseguire altri traguardi con i neroverdi? La paura di una pressione eccessiva o del turnover?

Forse non lo sapremo mai. Quello che però è chiaro in questo campionato 2019/2020 è che il Berardi che scende in campo ogni domenica col Sassuolo è un giocatore trasformato. Ma sopratutto un atleta che sembra aver trovato l’equilibrio interiore: fin qui ha infatti collezionato una sola ammonizione in 5 gare e ha iniziato a interagire molto di più in campo con i compagni, servendo loro 2 assist.

Buone notizie, quindi, per il club emiliano e per il calcio italiano e un segnale forte e chiaro anche al ct della Nazionale Roberto Mancini: a giugno iniziano gli Europei e a 25 anni Berardi sembra aver completato la giusta maturazione. Che ci sia un posto anche per lui tra i 22 che affronteranno la rassegna continentale?

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