La proclamazione di Tassone ed il ritorno di Censore: i numeri confermano la forza di una presenza politica

La proclamazione è avvenuta poco dopo le 13 a conclusione di una lunga attesa dovuta ai riconteggi concernenti tutte le Circoscrizioni. Luigi Tassone è un nuovo consigliere regionale della Calabria: con i suoi 35 anni (ancora da compiere) è il più giovane componente di Palazzo Campanella. Avrà, dunque, il compito di portare una ventata di freschezza in un’Assise regionale che, in passato, è stata condizionata da vecchie logiche e resistenze all’avanzare dei cambiamenti. 

Due sono gli aspetti principali da analizzare: uno territoriale ed uno politico.

L’elezione di Tassone consente, infatti, alle Serre di conservare una rappresentanza nel parlamentino calabrese: nel 2005 fu eletto Bruno Censore, nel 2010 entrò in Consiglio anche Nazzareno Salerno che fu confermato nel 2014. La centralità politica dell’area montana del Vibonese sembrava poter cessare e, invece, nel 2020 Tassone ha dato continuità a questa “tradizione”.

Da un punto di vista politico non si può non rilevare il ritorno sulla scena da protagonista di Bruno Censore che, tetragono rispetto ai colpi di avversari interni ed esterni, ha confermato la capacità di coagulare il consenso. Dopo la sconfitta del 4 marzo 2018, quando in tutto il Sud il vento pentastellato spirava forte (ma nel Collegio uninominale di riferimento fu eletta Wanda Ferro) e dopo la mancata candidatura alle elezioni regionali materializzatasi a pochissimi giorni dalla presentazione delle liste (ma perché l’intenzione non gli è stata comunicata prima?), Censore – in un contesto delicatissimo in cui la sconfitta della coalizione era certa – non ha rinunciato a dire la sua puntando tutto sul “delfino” Tassone. È impossibile pensare che i quasi 5.400 voti di Tassone non siano riconducibili all’azione politica di Censore, che ha costruito una rete di rapporti in grado di garantire l’ingresso in Consiglio regionale.

Strategicamente, Censore ha scelto di non fossilizzarsi sulla provincia di appartenenza, tessendo la sua tela anche nel territorio Catanzarese ed in quello Crotonese. Una valutazione efficace che ha permesso a Tassone di scavalcare Raffaele Mammoliti (sostenuto dalla Cgil e dal deputato Antonio Viscomi), Gianluca Cuda (segretario provinciale del Pd di Catanzaro e già sindaco di Pianopoli) e Fabio Guerriero (appartenente alla storica famiglia catanzarese). Il risultato non può essere ignorato: il Partito democratico dovrà considerare questa presenza che, piaccia o non piaccia, riesce a stare in campo ed è una voce che determina scenari e prospettive politiche a livello regionale.

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