La Polizia ha arrestato due ladre seriali di gioielli ed il loro autista

Il "colpo" fu messo a segno a maggio dello scorso anno

A conclusione di una efficace attività di indagine posta in essere dal personale della Sezione Investigativa del Commissariato di Polistena, il 20 aprile la Squadra Mobile di Salerno, su delega dello stesso Commissariato, ha notificato l’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Palmi, che dispone la misura dell’obbligo di dimora nei confronti di tre soggetti:
il 49enne C.B., il 26enne M.F. ed il 50enne M.A., originari e residenti in Campania, nella zona del Cilento, accusati di furto aggravato perché lo scorso maggio avrebbero sottratto alcuni monili all’interno della gioielleria “MP gioielli s.a.s. – di Bruno Mazzotta”, a Melicucco, per un valore di 2.000 euro.
In particolare, le due donne, C. B. e M. F., avrebbero distratto il titolare della gioielleria e sottratto i gioielli, per poi darsi alla fuga con l’auto guidata da M.A., che era rimasto all’esterno del negozio con il ruolo di “palo”.
La serrata attività di indagine, volta ad accertare nel più breve tempo possibile l’identità dei responsabili della condotta delittuosa, aveva preso le mosse dalla descrizione fornita in sede di denuncia dal gioielliere riguardo la connotazione fisica e l’accento dei malviventi.
Grazie all’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della gioielleria, e degli altri esercizi commerciali insistenti nella stessa strada, erano stati identificati i volti delle donne che avevano perpetrato il furto e l’auto utilizzata per la fuga, una Lancia Delta con targa bulgara,.
L’analisi della targa, attraverso l’utilizzo delle banche dati delle Forze di Polizia, aveva consentito agli investigatori di scoprire che la Lancia Delta era stata noleggiata da un uomo (M.A.) presso una ditta avente sede ad Agropoli,in provincia di Salerno. Era emerso così un evidente collegamento tra il luogo di abituale utilizzo dell’autovettura e l’accento campano riferito in sede di denuncia dal titolare della gioielleria.
A conferma dei sospetti maturati, si registravano altri furti aventi lo stesso modus operandi, commessi a distanza di poco tempo e non lontano da quello effettuato a Melicucco, e realizzati mediante l’impiego di autovetture noleggiate dalla stessa persona.
Il personale della Sezione Investigativa ha effettuato dunque una minuziosa ricerca volta alla identificazione delle donne riprese dalle telecamere, interessando alcuni Commissariati aventi sede nella zona di possibile provenienza dei malviventi, che hanno fornito le generalità di numerosi sospette autrici di analoghi furti, sottolineandone peraltro la particolare inclinazione alla commissione di tale tipologia di reati.
L’analisi dei social network ha permesso, a parere degli inquirenti, di accertare la corrispondenza tra i volti ed i nomi di due delle potenziali autrici del furto, ma anche un evidente rapporto di amicizia tra le stesse e la relazione sentimentale tra una di queste e l’uomo che aveva noleggiato la Lancia Delta. Attraverso l’acquisizione dei tabulati telefonici dei soggetti individuati, è stato appurato che i telefoni agli stessi in uso, nel giorno del furto, hanno agganciato le celle telefoniche ubicate nei pressi di Melicucco, così come risultavano agganciare le celle dei luoghi in cui erano stati perpetrati gli altri furti ascrivibili al trio.
Le prove raccolte sono state ritenute esaustive dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha richiesto la misura cautelare al Giudice delle Indagini Preliminari di Palmi, Dioniso Pantano che, concordando sulla valenza del quadro accusatorio, ha emesso la misura cautelare eseguita ieri mattina dagli uomini del Commissariato di Polistena con il concorso della Squadra Mobile di Salerno.

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