*di Vittoria Bartone – Pensavo, da quando vivo di nuovo a Soriano Calabro che qui non potesse accadere molto, o almeno non di così bello, mi sono anche chiesta in cosa consista questo bello che nomino come un’entità suprema, e che a breve vi racconterò, e se possa avere un seguito lasciando una scia che trasformi pensieri in azioni concrete. Il ventinove giugno ho avuto la mia risposta, un semplice Sì, di quelli che danno al Sud la speranza che spesso perde per pigrizia, per mentalità e forse anche per il caldo torrido, quello che nei libri di geografia delle medie è il colpevole delle continue sieste del Meridione del mondo. Angela Varì presentata da Nicola Rombolà con l’accoglienza del sindaco Vincenzo Bartone hanno compiuto un piccolo miracolo, almeno ai miei occhi.
Altri eventi il chiosco del convento di San Domenico ha ospitato, ma il coinvolgimento e il dialogo che si è creato qualche giorno fa durante la presentazione della raccolta di poesie “Spezzata in versi”, mi ha fatto riflettere sull’importanza di far sentire protagonista chi osserva, un atto di generosità e coraggio, coraggio perché se i latini ci hanno tramandato la massima Nemo propheta in patria, sapevano bene quanto sia complesso esprimersi ed essere riconosciuti nei luoghi natali.
Il filo rosso dell’opera è l’amore nel senso più profondo e ampio del suo significato. L’amore che dà senso all’esistenza attraversando il dolore e trasformandosi in spinta verso l’alto.
Il valore di questa presentazione risiede sì nell’opera ma soprattutto nell’aver riunito una comunità, inducendola a pensare, a parlare, a dubitare. Definisco questa presentazione un atto politico, nel senso vero del termine, come la stessa Varì ha ribadito durante la presentazione: inseririamo il bello in politica che poi questo bello possa trasformasi anche in bene.