La LETTERA/ Nelle Serre, prima ancora della pubblicazione di un bando, si respira un’imponente mormorio sui vincitori

Nella regione tra le prime per tasso di disoccupazione in Europa, tutto fa rumore, nella provincia a tutti nota come la panacea del fallimento politico con disservizi in campi di prioritario interesse e povertà a livelli da terzo mondo, può farne ancora di più! come ad esempio indire un concorso pubblico (a ridosso delle elezioni). Fatto che può avere effetti devastanti sul “consenso” politico e grandi “argomentazioni” nella caccia alle preferenze.
Sbandierare temi di sicurezza piuttosto che giustizia sociale in un momento storico-economico come quello attuale non ha l’equivalente presa di una speranza lavorativa.
Raccolgo da giorni le impressioni dell’elettorato serrese e scrivo queste due righe perché si sappia che nelle nostre zone, prima ancora della pubblicazione di un bando, che sia per titoli ed esami piuttosto che un incarico pubblico, si respira un’imponente mormorio sui vincitori o destinatari. Vox Populi per carità! Ma dall’alto delle esperienze pregresse si chiede a chi di competenza di vigilare sulla correttezza degli stessi, l’illegalità sulla distribuzione delle risorse, la politica clientelare che ha toccato livelli disastrosi destrutturando persino i rapporti sociali hanno necessità di essere arrestate. L’appello va a quanti siano i garanti della legalità, del rispetto della Costituzione, del diritto del lavoro e da ultimo, non per importanza, della libertà di espressione. L’andirivieni di squadriglie sparpagliate per le abitazioni della povera gente che affida le proprie istanze di bisogno non si ferma davanti a nulla, il grido disperato di generazioni orfane di rappresentanti capaci di farsi amare e rispettare per l’onestà nella gestione della cosa pubblica, l’assenza di concretezza nel proporsi ha abbassato il livello del dibattito ad una mera corsa alle poltrone.
Intere comunità spaccate, tra chi “ha ricevuto” e coloro ai quali “è stato promesso” militano nella maratona della persuasione, decidono le sorti politiche del bel paese orientando le loro scelte in base a delusioni e malumori, per quanto attiene alle ideologie pressoché morte hanno lasciato il passo ad pro o contro Tizio o Caio. Cosi si fa il destino dell’Italia?
Tuttavia nonostante tutto: il popolo è sovrano!

Elisabetta Bruna Zaffino

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