LA LETTERA – “La mia (sospetta) positività al Covid e l’assenza di risposte dell’Asp”

Di seguito, il racconto inviatoci da una lettrice sull’esperienza vissuta da positiva al Covid”

*Due storie, due città diverse, ma unite da un unico destino: combattere contro la Sanità che in una situazione di pandemia dimostra ancora una volta la sua fragilità e la non competenza di alcuni addetti ai lavori. Le due protagoniste risultano positive al Covid-19 venti giorni fa, quando lo scoprono si mettono subito in isolamento, ma in un caso troppo tardi visto che altri familiari erano già stati coinvolti. 

Da qui si ritrovano a combattere non solo contro il virus ma anche contro le numerose chiamate e senza risposta, i tamponi prenotati ma in realtà rimandati. Ma raccontiamo per bene le due storie: in una città, risultata positiva ad un tampone casalingo, attiva subito la procedura che è consuetudine fare in questi casi; il giorno dopo viene effettuato il tampone molecolare di controllo. Il secondo tampone molecolare, visto che la persona in questione è positiva e con sintomi, doveva svolgersi a domicilio; ma – non solo le viene effettuato con dei giorni di ritardo – viene fatta uscire di casa per andare in un punto della sua città ad effettuare il tampone. Ma una positiva con sintomi non doveva stare a casa? È questo quello che si è sentita rispondere tale persona quando, dopo giorni di ritardo per effettuare il tampone, si è messa in contatto con la Prevenzione, a seguito di innumerevoli tentativi. Altra trafila per il terzo tampone: innumerevoli telefonate, anche agli alti uffici dell’Azienda sanitaria, ma una sola risposta: “ Abbi pazienza. I tamponi sono tanti e gli operatori sono solo cinque. Verranno nei giorni a seguire”. Ma in una situazione pandemica così grave, si può rimanere solo con cinque operatori a gestire tutta la provincia vibonese? A chi sta male e non vede i propri cari da quasi un mese si può chiedere di pazientare ancora? Chi sta male merita di ricevere una risposta chiara, concreta e trasparente invece dei soliti non lo so? 

Ecco, è proprio l’ultima risposta che, invece, si è sentita dire l’altra lettrice di un altro paese del Vibonese. Il tampone molecolare di controllo dovrebbe essere effettuato – di norma – dopo un massimo di due giorni. Però, tale lettrice si è vista effettuare il tampone dopo 10 giorni ed alle numerose telefonate senza risposta, una ne è stata la chiave della sua situazione “signora, non so se lei risulta positiva. Non so cosa dirle”. Ma allora queste risposte, se non gli uffici ed il personale di competenza, chi dovrebbe darle? Anche questa lettrice, come la persona su citata, si è trovata a combattere contro ritardi, innumerevoli telefonate, una sanità che anche questa volta ha dimostrato di essere carente e di non saper rispondere ad una situazione così grave. 

*Lettera firmata

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