LA LETTERA / “A Brognaturo c’è malcontento per il mancato ripristino di una importante tradizione”

Un altro anno è passato e per quanto ci riguarda ne sono trascorsi tanti da quando Brognaturo è stato ‘espropriato’ da quella che da centinaia di anni era una delle tradizioni più significative ed importanti per una piccola comunità  che racchiude le sue origini proprio nelle usanze e nei costumi che orgogliosamente si tramandano da generazione in generazione.

Stiamo parlando della “Notte di San Silvestro” che si affaccia al primo dell’anno quando Gesù Bambino fa visita nella dimora di ogni fedele per impartire la Santa Benedizione auspicando pace e serenità a tutti coloro che ci abitano. Notte in cui ognuno rimane sveglio attendendo impazientemente il rintocco festivo delle campane e il rimbombo dei fuochi d’ artificio allestiti per l’occasione che annunciano l’uscita dalla Chiesa di Gesù Bambino seguito da una folta folla di fedeli e preceduta da gruppi di suonatori di “pipite e zampogne”, di fisarmoniche e chitarre o da qualsiasi strumento che emette la dolce melodia delle note natalizie. Una tradizione dal solo sapore religioso in cui si conserva il vero significato di “Veglione” che di certo non ha nulla a che vedere con le attuali festicciole profane in cui i principi fondamentali religiosi non trovano spazio e che allontanano, con la complicità di queste ingiustificate decisioni, sempre di più i nostri giovani da qualsiasi tipo credenza cristiana. Ebbene a questo punto ci si chiede il perché di questo cambiamento repentino, molto probabilmente studiato a tavolino, concordato e alla fine approvato all’unanimità da una assemblea che ha trasmesso la deliberazione all’opportuna sede nella quale si è raggiunta la mirata esecutività concessa da chi “ingenuamente” non ha valutato gli “strascichi pugnacei” che tale decisione, a distanza di anni, avrebbe potuto trascinarsi dietro. Sta di fatto che ancora oggi, nonostante le  incessanti richieste, questo nodo non è stato sciolto  e quindi con incommensurabile impazienza si attende: la revoca dell’ “Editto Alessandrino I°” con successivo proseguimento  all’ “Editto Alessandrino II°”, entrambi emanati con il placido consenso “Minervino” (Sperando naturalmente che non sia divenuto un Edictuum Perpetuum)  e l’agognato ripristino dell’antica usanza sdraricata da chi con Brognaturo non c’entra nulla.                                  

Lettera firmata 

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