La fotografia di Stanza 101-AmaReggio: “Rosanna Scopelliti tempestiva su questioni di partigianeria e completamente assente sul resto”

“Al netto dell’opinabile scelta estetica ed ideologica che riguarda la realizzazione dei murales, con l’intervento dell’assessore Rosanna Scopelliti, l’attenzione si sposta sul costo degli stessi, nell’ottica delle celebrazioni di questo 25 Aprile che, per i veri innamorati della Libertà e non delle liberazioni che oramai appartengono alla storia, è segnato – commentano i membri di Stanza 101-#AmaReggio – da una crisi sanitaria che da oltre un anno minaccia la nostra salute e le nostre libertà fondamentali, oltre che dal degrado sociale ed economico in cui versa la nostra città.


Le polemiche delle ultime ore riguardano la diffusione della notizia riguardante la delibera numero 67 del 7 aprile scorso, dove si può leggere la cifra di ben 210mila euro che, come fa notare la zelante assessore alla Cultura e Legalità, si riferisce al capitolo di spesa e non alla realizzazione dei murales; insomma una nota utile per gestire una polemica.
Peccato che lo stesso assessore, nello stesso comunicato, non indichi la spesa effettiva dei murales, facendo un sommario e generico riferimento ad un presunto costo che da nessun atto pubblico si evince né traspare.
Pertanto, per la Giunta Falcomatà, pare sia normale impegnare una spesa pubblica senza indicarla, affidare un lavoro senza definirne preventivamente il costo, ed affidare in modo semplicistico ad una successiva rendicontazione di parte esecutrice la quantificazione e la liquidazione di somme pubbliche; insomma può apparire come un affidamento senza limiti e per qualsiasi osservatore della gestione pubblica, la pezza appare peggio del buco”. “In sintesi, per come si evince da atti deliberativi e dichiarazioni della Scopelliti, si sarebbe deciso di realizzare i murales – è la logica deduzione dei componenti del Movimento civico – senza stabilirne preventivamente il costo, ma avendo a disposizione un fondo di 210.000 euro, e si sono scelti i realizzatori senza comparazione di costi né procedure di selezione, anche per garantire un minimo di trasparenza ed opportunità per tanti artisti (anche reggini), stabilendo il costo dei murales come importo sul quale chiunque avrebbe potuto formulare un’offerta vantaggiosa, anche per le casse comunali. E’ normale quindi che si commissioni un’opera senza criteri di individuazione dell’esecutore, quantificazione dei costi e fissazione dell’impegno di spesa? Alchimie procedurali di palazzo San Giorgio rispetto alle quali sarebbe opportuno, invece, un meccanismo che garantisca controllo e trasparenza, rispetto al quale dovrebbe seriamente preoccuparsi l’assessore e che non sono roba da poco, visti i danni generati dalla faciloneria procedurale nel caso Miramare ed in sede elettorale con i brogli.
E comunque, se resa pubblica l’intenzione, magari disegnando un bel San Giorgio, un artista innamorato di Reggio avrebbe potuto offrire i murales anche gratuitamente”.
“Nessuno vuole credere che spunti qualche documento postumo e si prende atto dell’intervento tappabuchi dell’assessore alla Legalità, anche per registrare come la rappresentante di Falcomatà sia presente e tempestiva su questioni di partigianeria, mentre sia completamente assente – è il dato di fatto fatto emergere dai componenti di Stanza 101-#AmaReggio – dal dibattito, evitando le tante sollecitazioni sulla questione brogli elettorali e sulle innumerevoli violazioni di procedure consiliari già segnalate al Prefetto; ma questa è altra storia”.

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