“La finale di Champions League si giochi al Granillo”: Falcomatà si supera e fa ridere tutta l’Europa

Una paralizzante sensazione di incredulità: è stata questa la prima reazione quando sotto gli occhi ci si è trovati la notizia battuta dall’Ansa che informava della richiesta. Un sentimento che, nell’arco di pochi secondi, ha trovato libero sfogo in una risata a crepapelle perché era fin troppo ovvio che qualcuno, tra i tanti antipatizzanti del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, aveva partorito questa “bufala” per mettere, con l’arma dell’ironia, in cattiva luce la stabilità della sua psiche.

Pochi minuti di attesa e, invece, l’idiozia si è materializzata fino a divenire una straniante realtà, quella fantasmagorica e fantascientifica nella quale anni e anni addietro si è blindato a quattro mandate il Primo Cittadino. «In qualità di Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria sono onorato – è stata l’esilarante istanza formulata al presidente dell’Uefa, Aleksander Čeferin – di proporre lo Stadio ‘Oreste Granillo’ come palcoscenico della prossima finale di Champions League in programma il 29 maggio 2021″. Già scriverlo supera i confini dell’immaginazione, qualcosa che va ben al di là di qualsiasi considerazione razionale; eppure il sindaco reggino, oltre ad aver messo nero su bianco questa spassosa presa in giro, l’ha pensata ed è questo, volendo scovare un briciolo di pudore su cui val la pena riflettere, l’elemento più azzardato: Falcomatà ha avuto il tempo mentale di concepire prima e ponderare poi su un proposito così alienato dal mondo reale. Un letargo dell’intelletto che, tra l’altro, gli avrà ostacolato completamente la vista rendendo per lui impossibile riconoscere le condizioni a dir poco fatiscenti in cui si trova la decrepita struttura sportiva. Scorrere le motivazioni di questa scriteriata irragionevolezza è, come facilmente ipotizzabile, un viaggio onirico nello strapiombo della perdizione del pensiero (per modo di dire): “Giocare la finale a Reggio Calabria fornirebbe un forte messaggio culturale per l’Europa e per il mondo intero. Reggio è una città con una storia di duemila anni e una posizione unica nel cuore del Mediterraneo, crogiolo di culture e popoli. Qui, nel corso dei secoli, hanno vissuto e imparato dai Greci, Romani, Saraceni, Spagnoli e Francesi l’un l’altro”. Una inconsistente ampollosità (peraltro in spregio alle normative stringenti che regolano la possibilità di ospitare un simile evento targato Uefa) da riempire col vuoto di parole che nulla vogliono dire né significare nel concreto per celare l’ennesima bestialità di chi, evidentemente mal consigliato (non solo sul piano politico) si ostina a non svegliarsi da quel sonno profondo che tempo fa, solo per ricordare un frammento di questo lungo viaggio nel mondo delle allucinazioni, gli fece vedere Central Park alla Villa Comunale. Per il Falcomatà in preoccupante delirio, dunque, non si è trattato di uno scivolone chimerico girovagando, in compagnia dei suoi degni compagni di viaggio, sul pianeta della fantasia, ma di una aspirazione pesantemente condizionata dall’abbaglio: un fattore, forse il più angoscioso, che ha in comune con chi gli ha (momentaneamente) permesso di mantenere la carica di Primo Cittadino.

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