La Fiamma Tricolore commenta la sentenza che ha dichiarato ineleggibile il sindaco di Riace: “Dove erano i giudici negli anni di illegalità di Lucano?

"Fin dal 2005 abbiamo denunciato alla stampa tutte le storture di quel sistema perverso"

“Non hanno pace la povera Riace e i suoi cittadini: proprio quando un incubo, durato oltre un decennio, sembrava essere terminato ecco riapparire – lamenta il Movimento Sociale Fiamma Tricolore Reggio Calabria – gli spettri del passato.


La sentenza di ieri, che dichiara ineleggibile il sindaco Trifoli, è un’ulteriore mannaia sull’ormai tristemente nota cittadina ionica.
La solerzia ad orologeria della giustizia italiana, la stessa che, per oltre un decennio, soprassiede sul sistema di illegalità diffusa messo in piedi a Riace, colpisce ancora una volta con puntigliosissima precisione”.

“La beffa – commentano i militanti reggini del Movimento Sociale Fiamma Tricolore – è che la stessa arriva dopo un ricorso di chi quelle elezioni le ha perse nonostante il meccanismo di clientela messo in piedi da Lucano e i suoi accoliti in tutti questi anni tra associazioni, cooperative e altre cose totalmente inesistenti e messe in piedi solo per qualche ora durante le passerelle mediatiche nazionali dell’ex sindaco. Al sindaco Trifoli e ai cittadini di Riace va la solidarietà del Movimento Sociale Fiamma Tricolore che fin dal 2005 ha denunciato alla stampa tutte le storture di quel sistema perverso che nascondeva, dietro la finta accoglienza e integrazione, un vero e proprio sistema di sfruttamento dei migranti al fine di favorire parenti e amici. In questo contesto siamo dunque oggi costretti a subire lo sbraitare di una minoranza che critica Trifoli sin merito alla legalità: che comico paradosso!
Così, mentre Riace si trova con le casse totalmente vuote e indebitata fino al collo, c’è anche qualcuno che attribuisce a Trifoli, solo per il fatto di essersi candidato, un danno economico alle casse del Comune. “Evidentemente – è la conclusione del Movimento Sociale Fiamma Tricolore – un ‘laboratorio’ ancora attivo, forse l’unico che sia mai esistito realmente a Riace, è quello dello stravolgimento della realtà”.

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