La Domotek Volley Reggio Calabria si regala per Natale la nona prova di forza: netto 3-0 prima del panettone

Grande spettacolo avrebbe dovuto essere, grande spettacolo è stato; carica agonistica in quantità industriale e tecnica al massimo della qualità avrebbero dovuto essere i piatti forti del pomeriggio ad alta percentuale di volley al PalaCalafiore e così è stato. Domotek Reggio Calabria ed Aquila Bronte, unanimemente reputate tra le squadre dotate dei roster tra i più competitivi della Serie B, hanno dato vita ad una gara eccitante, fatta di grandi colpi e coraggio, di alchimie tattiche e cuore tirato a lucido.

Da una parte il team amaranto, sospinto dal ruggito del pubblico di casa, portava nello zaino il rosario di otto vittorie una dietro l’altra, mai un inciampo; dall’altra i siciliani, anch’essi scappati via sgommando nelle sei uscite iniziali, ma caduti in occasione delle ultime due curve. Un confronto ad armi pari, nonostante, al momento dello start, fossero cinque i punti ben piantati in classifica a dividere i due sestetti. A far valere il proprio valore, sinora senza macchia e senza paura, è stata la Domotek Volley Reggio Calabria (3-0), che, approfittando della lunga pausa con ritorno in campo il 14 gennaio dell’anno già pronto a scalciare, adesso si siede comodamente sotto le luci sfolgoranti dell’albero di Natale a cavallo della stella cometa del primato lasciandosi dietro la lunga scia delle inseguitrici al completo. Ottanta minuti di gioco che hanno deposto nelle mani del torneo un 25-20, 25-17, 25-16 dal significato non soggetto a malintesi: la Domotek Volley Reggio Calabria ha un passo impossibile da tenere per chiunque.

Predisposto il piano partita sfruttando intuizioni e conoscenza delle caratteristiche degli ospiti, coach Polimeni ha sfruttato al meglio i momenti chiave del match. Momenti spruzzati dall’adrenalina purissima di un gruppo sceso in campo prevedendo, come sempre, una sola opzione: quella di non lasciare mai sul parquet una stilla di rimpianto. Ne è derivato, come nelle circostanze precedenti, che mettere in mostra il massimo delle proprie potenzialità diventa, per la banda Domotek, l’unica possibilità disponibile. E così è stato anche nell’ardua contesa con l’Aquila Bronte. Dalla prima schiacciata sbattuta con ferocia da Laganà al timbro conclusivo di El Moudden ciascuno si è messo al servizio del compagno, ciascuno si è votato alla causa per una prova maiuscola in calce alla quale si leggono, a chiarissime lettere, le firme dei protagonisti, nessuno escluso. L’impetuosità dello stesso El Moudden, prezioso anche a muro, già nel primo parziale ha tolto le castagne dal fuoco rovente di un botta e risposta insistente e non è un caso, del resto, che a lasciare l’impronta finale sul parziale sia stato proprio il 21enne barese. A tracciare la via aprendo il varco verso la conquista del secondo set è stata, invece, la caparbietà solida e solita di Schipilliti, accostata felicemente alla consistenza garantita di Stefano Remo, che mai tradisce ed ai salti funambolici di Lopetrone in grado di ribaltare il senso di un’azione, il destino di un punto. Gli incastri sono esemplari: ognuno sa quello che deve fare e come lo deve fare e Renzo rappresenta la personificazione di questa chiave, decisiva per scardinare le partite. Eloquente la performance di Schifilliti, il metronomo che, come avesse il potere derivante da occhi anteriori, posteriori e laterali, non si scompone per nulla ispirando combinazioni e mosse con una non comune calma razionale. Nella terza frazione gli amaranto si sono rapidamente congedati dagli avversari ergendosi sul 4-0. Traendo il massimo dalla cassaforte Laganà che frantuma sul parquet ogni pallone arrivi nei suoi paraggi, coach Polimeni ha, quindi, aperto le porte del campo ai giovanissimi Filianoti, Sangregorio e Vizzari, che hanno accumulato pregiatissimi minuti di maturità fino a quando El Moudden non ha deciso di mandare tutti a casa con la griffe risolutiva. Sono questi i connotati che tracciano i lineamenti di una truppa entrata nel cuore della bolla natalizia con la condizione ideale per assaporare ancora più intensamente la dolcezza del panettone.

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