“La Destra che vuol bene a Reggio vota per Falcomatà”: la Buona Destra ne spiega le “molteplici motivazioni”

"Siamo seriamente preoccupati per le sorti della nostra città qualora dovesse vincere la sgangherata coalizione di 'stampo salviniano"

“La Destra che vuol bene a Reggio sceglie di votare per Falcomatà”. E’ deflagrante la posizione che ha scelto di assumere il Comitato per la Buona Destra di Reggio Calabria, composto da Ernesto Reggio, Carlo Sbano e Pasquale Chirico. “Ebbene sì, lo ribadiamo, bisogna assolutamente votare Falcomatà! E non perché – i rappresentanti del Movimento fondato da Filippo Rossi danno così alla spiegazione dettagliata della decisione adottata in vista del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi – costretti a ‘scegliere il male minore’, bensì perché dopo una lunga e travagliata, ma anche ben ponderata, riflessione, abbiamo ritenuto che esistano molteplici ragioni che ci spingono a votare ‘convintamente’ per il sindaco uscente.


Tutti noi, infatti, prima dell’inizio di questa campagna elettorale abbiamo assistito, inermi, alla guerra tra le varie componenti della coalizione di centrodestra per la scelta del candidato a sindaco. In quel frangente ne abbiamo viste di tutti i colori.
Il partito di Fratelli d’Italia, che da anni mirava a collocare un proprio uomo sullo scranno più alto di Palazzo San Giorgio, a seguito delle inchieste giudiziarie che lo hanno travolto, portando persino agli arresti di alcuni suoi ‘autorevoli’ esponenti, alla fine ha abdicato al ruolo di protagonista di queste elezioni in cambio di altre ‘opzioni’ decise sui tavoli romani.
Contemporaneamente abbiamo assistito, increduli, alla guerra fratricida tra le due ‘anime’ di Forza Italia. Da una parte quella che fa capo all’onorevole. Cannizzaro, che è anche il Commissario provinciale del partito e dall’altra quella rappresentata dalla ‘cordata’ capeggiata dal senatore Siclari. Con il primo che mirava a candidare un suo uomo a palazzo San Giorgio per garantire la propria ‘continuità politica’, ed il secondo, più furbo, che essendo ben consapevole degli ‘imprescindibili’ accordi romani, ha invece ‘caldeggiato’ la candidatura voluta dalla Lega, al solo scopo di ‘scalzare’ il suo antagonista e quindi conquistare la leadership di Forza Italia nella nostra provincia.
“Pertanto – è la ricostruzione offerta da Reggio, Sbano e Chirico – siamo stati tutti spettatori involontari di questa ‘rappresaglia’ condotta a colpi di dichiarazioni a mezzo stampa, dove non sono mancate anche quelle dei consiglieri comunali uscenti di FI che minacciavano la loro non ricandidatura in caso di conferma di Minicuci, o quelle delle liste d’appoggio (a Cannizzaro) che dapprima definivano il candidato della Lega ‘non adeguato’, ma che poi si sono invece ‘adeguati’ – loro stessi e all’unisono – alla convergenza sul dottor Minicuci, imposto da Roma e da Salvini, non perché il leader della Lega abbia davvero a cuore le sorti di Reggio, ma solo perché attraverso la conquista di una delle capitali del Meridione egli rafforzerebbe la propria leadership – allo stato ‘vacillante’, con Zaia che si pone come sua spina nel fianco – all’interno del suo stesso partito.
Tutto questo, ovviamente, sulla pelle dei reggini. Eh già, perché la logica di lorsignori è soltanto quella di ‘uniti si vince’. Anche a costo di dover sacrificare la dignità di un popolo.
Noi della Buona Destra ovviamente non ci siamo prestati a questo sporco gioco degli equilibri e delle fazioni, preferendo altre opzioni durante il primo turno di questa campagna elettorale.
Oggi però la situazione è ben altra, poiché il responso delle urne al primo turno ci ha messo davanti a delle scelte difficili e coraggiose.
Infatti non siamo certamente entusiasti della ‘performance’ del sindaco uscente durante quello che egli stesso ha definito il suo ‘primo tempo’, altrimenti – lo diciamo chiaramente – pur derogando a quelle che sono le linee politiche generali del nostro movimento, di fronte allo sfacelo di questo centrodestra, non avremmo esitato a sostenerlo sin dall’inizio della campagna elettorale; al contempo, però, siamo anche seriamente preoccupati per le sorti della nostra città qualora dovesse vincere le elezioni questa sgangherata coalizione di ‘stampo salviniano‘.
Una ‘classe dirigente’ che infatti ci ha propinato un candidato a sindaco, spacciandolo per un ‘super-tecnico’, ma che in realtà – come tutti abbiamo potuto vedere durante il suo comizio di chiusura – non è riuscito neppure a riconoscere una notizia a sfondo goliardico, pubblicata in una pagina satirica sui social, che egli invece ha confuso per una notizia vera diffusa dall’Istat!
Solo il ‘super-tecnico’ catapultato in riva allo Stretto da Salvini, infatti, poteva credere che l’Istituto Nazionale di Statistica avesse accertato che “a Reggio Calabria siano state realizzate più opere pubbliche negli ultimi 20 giorni che negli ultimi sei anni”!
Immaginiamo che neanche il ragionier Fantozzi avrebbe mai potuto credere ad una ‘boutade’ del genere!
Stando alle cronache pare invece che il dottor Minicuci non abbia avuto alcuna remora nel farsi pagare la parcella – questa sì, da ‘super-tecnico’ – proprio in occasione della sua nomina quale “responsabile dell’Ufficio elettorale per le elezioni del Consiglio metropolitano’.
Cosa dire, poi, del suo becero modo di imbonirsi la professoressa Marcianò per il ballottaggio? “Vorrei che quando ci sarà il passaggio di consegne tra l’attuale sindaco uscente e me, tu sia al mio fianco per vedere in faccia chi ha distrutto questa città”.
Sono proprio queste le miserabili parole pronunciate da Minicuci, in pieno ‘stile’ sovranista, per fomentare rancori e quindi sollecitare un improbabile sentimento di vendetta che secondo lui avrebbe condotto Angela Marcianò a sostenerlo elettoralmente.
Ecco perché dicevamo che oggi siamo chiamati ad una scelta coraggiosa.
Il nostro, difatti, è un movimento nato per costruire in Italia la Destra che non c’è, ovvero una Destra inclusiva e dialogante, seria e credibile, di ispirazione liberale ed europeista, quindi per sua stessa natura equidistante sia dalla sinistra che dalle destre sovraniste e populiste ‘egregiamente’ rappresentate dalla Lega e da Fratelli D’Italia”.
“Tale equidistanza, nell’attuale contesto politico-elettorale, ci indicherebbe – ammettono i componenti del Comitato reggino de La Buona Destra – la strada senza dubbio più ‘agevole’ dell’astensione per il prossimo turno di ballottaggio, ma di fronte al rischio di mal governo che corre la nostra comunità riteniamo che optare per questa soluzione corrisponda ad un atteggiamento da ignavi.
Invece la nostra storia ci ha anche insegnato che la Destra è coraggio, ecco perché oggi scegliamo – palesemente e senza chiedere alcunché – di dare un’altra opportunità al sindaco uscente, con l’auspicio che egli possa dimostrare che attraverso l’esperienza fatta durante il suo primo mandato, abbia anche fatto tesoro degli errori commessi e quindi sia oggi in grado di affrontare il suo reclamato ‘secondo tempo’ per segnare la rete del riscatto di Reggio e per far vincere l’orgoglio reggino, contro il maldestro tentativo di colonizzazione leghista attraverso un anziano forestiero che dopo la sconfitta, con tutta probabilità, farà rientro nella sua Massa, dimenticandosi di questa città”.



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