La coerenza a intermittenza di Saverio Pazzano

Nove mesi costituiscono un periodo lungo a sufficienza per far venire alla luce una nuova vita, figuriamoci una nuova idea, fosse anche posizionata all’estremità opposta dello spettro concettuale che indirizza i propri pensieri. Succede talvolta in ogni ambito, più frequentemente in quello della politica. Ad impressionare, in casi simili, è la ferma convinzione che accompagna l’adesione a certezze del tutto divergenti.

Sembrava non avere dubbi Saverio Pazzano, all’epoca candidato a sindaco di Reggio Calabria alla testa di una mini coalizione civica formata da due liste di chiara matrice ideologica ben salda a sinistra, quando a metà settembre dello scorso anno, a ridosso del primo turno delle elezioni comunali, così si esprimeva: “Vorrei capire che significa dire ‘né di destra né di sinistra’. Perché, se è giusto e comprensibile che lo pensi un cittadino, sarei preoccupato se lo dicesse un amministratore. Un conto è il dialogo con tutte e tutti, un conto è non avere un’identità politica e stare esposto al vento degli accordi e delle convenienze“. Ogni riferimento ad Angela Marcianò, sua contendente nella medesima consultazione per il rinnovo del Consiglio di Palazzo San Giorgio, era puramente voluto. Una valutazione legittima, ma con un filo logico molto resistente solo in apparenza, se è vero, come è vero, che nel pomeriggio di ieri, lunedì. lo stesso leader de “La Strada” (Movimento civico nato sui valori dell’antifascismo), all’alba della campagna elettorale per le Regionali del prossimo autunno, con l’abito di candidato nell’aggregazione formatasi attorno alla figura di Luigi de Magistris, sedeva nel corso di un pubblico comizio svoltosi nella cornice di Piazza Camagna, a Reggio Calabria, accanto ad Angela Napoli. Inconfondibilmente appartenente all’universo della Destra, la docente che vive a Taurianova, già fieramente missina, è stata parlamentare per quattro legislature indossando la casacca di Alleanza Nazionale e del PdL fino a seguire Gianfranco Fini nella sfortunata, quanto breve, esperienza, di Futuro e Libertà. Un curriculum importante, ma germogliato in un giardino parecchio distante da quello nel quale coltiva le proprie aspirazioni Pazzano, il quale, sempre nove mesi addietro, non per niente, era tranchant: nei suoi giudizi “Quando si vuole perseguire il bene comune, non vale dire ‘con chiunque, purché…’ ma occorre dire dei No“. Era parso di capire, in virtù di queste parole, evidentemente rimaste tali, che ad una figura come quella di Angela Napoli, si potesse, e si dovesse, opporre un rifiuto per i suoi trascorsi, degni di rispetto, ma ben distinti e distanti da quelli altrettanto meritevoli di riguardo vantati dal consigliere comunale reggino. Così non è stato, in nome di quei vituperati “accordi e patti presi sopra le nostre teste dietro il paravento degli interessi comuni ‘con chiunque purché'” (Pazzano dixit) che cozzano in modo brutale con la concezione secondo cui: “In Politica, come nella vita, lo scarto vale più delle accozzaglie. Dimmi con chi cammini e ti dirò chi sei” (copyright sempre dello stesso candidato al Consiglio regionale). Puntando l’indice moralizzatore contro Angela Marcianò, rea di presentarsi come indipendente sebbene sostenuta dal Movimento Sociale, asserì con imperturbabile severità che: “L’indipendenza può averla solo chi sa bene come e cosa pensa, chi ha una precisa identità, sennò è un guanto che calza di volta in volta una mano nuova“. A tal proposito, Saverio Pazzano offrirebbe un validissimo contributo alla sanificazione del dibattito politico se rivelasse quali forme ha assunto la sua identità, proprio allo scopo di fugare quell’ambiguità che egli contestava qualche mese fa a chi si professava “né di destra né di sinistra” appoggiata da appassionati militanti appartenenti al medesimo Movimento Sociale primigenio fiore all’occhiello di Angela Napoli che poi se ne liberò compiendo un percorso carico di onori, a Roma come in Calabria, tutti promananti da quel mondo. “Io – è stata l’osservazione dignitosa recitata dalla già Deputata di Destra durante la manifestazione di lunedì – ho il coraggio di schierarmi con le persone oneste, su questo non c’è colorazione politica”: testo e musica non dissimili da chi rivendicava il suo essere “né di destra né di sinistra”, a maggior ragione quando in ballo c’è l’amministrazione di una città sepolta dalla rassegnazione e non sofisticate prese di posizione sui massimi sistemi.

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