La battaglia di Vacalebre che racconta le “ore di straordinaria follia subite dai reggini”

"Noi continuiamo a chiedere che questo qualcuno abbia un minimo scatto d’orgoglio e di rassegnare le dimissioni"

“Negli ultimi quattro anni, armandoci di coraggio e senza avere, allora, sogni di candidature, abbiamo denunciato tutte le prevaricazioni che i reggini stavano subendo da questa Amministrazione”.

Enzo Vacalebre, presidente di Alleanza Calabrese e candidato a sindaco di Reggio Calabria, rivendica le battaglie pervicacemente condotte negli anni nel tentativo di porre all’attenzione dell’intera comunità le storture partorite da Falcomatà e compagni. “Riguardavano – elenca il leader del Movimento politico autonomista – la raccolta rifiuti, le condizioni del manto stradale che ormai interessano centinaia di chilometri di strade cittadine e la distribuzione dell’acqua diventata un miraggio. Gli esposti erano stati avanzati al fine della eventuale qualificazione giuridica della vicenda de qua – da individuarsi nella fattispecie di cui all’articolo 432 del Codice Penale, attentato alla sicurezza dei trasporti e articolo 449 del Codice Penale, disastro colposo e comunque nei reati rientranti nella species dei delitti contro l’incolumità pubblica – nonché al fine di individuare gli eventuali responsabili dei fatti ipotizzati che hanno omesso, nell’esercizio delle proprie funzioni amministrative ed istituzionali, nell’ambito dei rispettivi settori interessati, per essersi sottratti alla responsabilità del servizio di sorveglianza ed il conseguente pronto intervento su tutte le anomalie che interessano il Comune di Reggio Calabria”. “Abbiamo posto – ripercorre con puntiglio Vacalebre – domande, ad ognuno per le proprie competenze e responsabilità, diluite nel tempo, a prefetti, questori, procuratori, presidenti delle Commissioni antimafia nazionali e regionali, associazioni varie che un poco non tacciono, un poco tacciono o parlano a comando. Le varie denunce da noi proposte nel tempo e protocollate all’attenzione dei signori Prefetti, dei signori Questori, dei signori Comandanti Provinciali dei Carabinieri, dei signori Comandanti della Guardia di Finanza, dei signori Procuratori, dei Signori Commissari e del’Amministrazione pro tempore non hanno suscitato quasi sempre la loro attenzione. E’ di oggi la mia personale testimonianza su ciò che è successo a due anziani coniugi in via Crisafi, piccola arteria del centro cittadino. Hanno visto la loro autovettura ingoiata da un cedimento stradale. A parte la loro paura avuta per il cambiamento repentino della loro stabilità, ho letto nei loro occhi lo smarrimento e la frustrazione quando, di fronte a me, hanno chiamato in successione i Vigili Urbani, la Polizia di Stato e i Carabinieri. Non hanno ricevuto alcun supporto, alcun conforto. Soli. Ad un’ora dal fatto i Vigili del fuoco e un carro attrezzi stanno cercando di tirare fuori la macchina dalla buca. Ore di straordinaria follia che subiscono, ogni giorno, da anni i cittadini. C’è solo da tirare la monetina. A chi capiterà oggi? Dall’altra parte si sente uno stormire di fronde. Qualcuno dichiara che la città lo vuole. Qualcuno, nel novembre scorso, ha dichiarato: ‘Mi ricandido, non voglio lasciare le cose a metà’. Noi continuiamo a chiedere che questo qualcuno abbia un minimo scatto d’orgoglio e di rassegnare le dimissioni, per manifesta incapacità di guidare una città come Reggio Calabria”. Per inciso – è l’affondo finale del candidato sindaco Vacalebre – ricordiamo che lo stesso qualcuno, nonostante gli accadimenti degli ultimi giorni si sta continuando a fasciare della bandiera della legalità e della trasparenza, camminando a testa alta, a piedi scalzi”.

Contenuti correlati