Inzillo: “Ecco perché mi candido con Rinascita sorianese”

“La mia candidatura è frutto di una decisione ponderata ed attenta, nata dall’amore che nutro verso il mio paese e dalla volontà di mettermi al servizio del bene comune per il perseguimento degli effettivi bisogni di socialità e di qualità della vita. Sono convinto che l’ascolto ed il confronto siano elementi indispensabili per il funzionamento corretto dell’amministrazione della res pubblica”.

È quanto afferma Salvatore Inzillo, che scende in campo con la lista “Rinascita sorianese”. “Per noi giovani – sostiene – è importante vivere a Soriano, ma per farlo abbiamo bisogno di lavoro e di progetti occupazionali. Questa amministrazione cosa ha mai fatto? Che ruolo hanno avuto in tutto questo le attività commerciali ed artigianali? Eppure sono state il tramite, nella storia del nostro paese, grazie al quale il suo nome ha avuto conoscenza nel mondo. Ed ancora, che ruolo di sinergia è stato dato alle nostre rinomate imprese? O forse questo è  da considerarsi un aspetto di carattere marginale? Penso proprio di sì, atteso, tra l’altro, l’assoluta mancanza di attenzione e cura, da parte dell’amministrazione comunale verso la zona industriale del nostro paese. È fatto notorio che la stessa si trovi in uno stato di totale abbandono e degrado e che, spesso, sia stata utilizzata come un luogo di discarica a cielo aperto.Sono cose inconcepibili già di per se. Ancora di più in un paese che vive di commercio e di artigianato. Una zona P.I.P., che doveva essere il motore, il punto principale di sviluppo occupazionale per i giovani, è completamente abbandonata”. Il giudizio sull’Amministrazione comunale è severo: “Da dieci anni nessun intervento, nessun dialogo con gli imprenditori locali per trovare programmi e finanziamenti. È questo il compito di un amministratore? È così che si crea lavoro? È così che si combatte la disoccupazione? E mentre i nostri giovani vanno a cercare lavoro, Soriano si impoverisce. Confido – conclude Inzillo – che i nostri concittadini, bel consapevoli degli enormi disagi accennati, e non solo, ci diano la possibilità di dimostrare fattivamente il nostro intento di soddisfare le loro esigenze, concentrando la nostra attenzione sulla sostanza ancor prima che sulla forma”.

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