“Insieme per dire no alla violenza sulle donne”, l’Aps “Cassari Credere per Crescere” in prima fila con la cultura contro la violenza

In occasione del 25 novembre, “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, l’Aps “Cassari Credere per Crescere”, guidata dalla presidente Francesca Maiolo, ha indetto un contest rivolto agli abitanti di Nardodipace e delle sue frazioni prevedendo la realizzazione di manoscritti all’interno di un più ampio progetto culturale dal titolo “Insieme per dire di no alla violenza sulle donne”, nato con lo scopo di sensibilizzare la società civile sulla violenza sulle donne, argomento purtroppo sempre più attuale e i costane crescita.

La “Giornata internazione per l’eliminazione della violenza contro le donne” – istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite – ha come scopo di abolire “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”. Tale fenomeno negativo purtroppo trova sempre più spazio nella cronaca nera italiana: una recente indagine Istat ha rilevato come almeno il 32% delle donne, tra i 16 e i 70 anni abbia subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica, psichica e/o sessuale.

In questa direzione di sensibilizzazione si è appunto mossa l’Aps “Cassari Credere per Crescere”, ente affiliato all’ente di promozione sportiva Centro nazionale sportivo Libertas, decidendo di dare voce ai pensieri sul tema della giornata a tutti i suoi concittadini attraverso la stesura di manoscritti contenenti un tema o una riflessione personale. 

Numerosa è stata la partecipazione e sentita la tematica che ha coinvolto piccoli e grandi. Tra tutti gli scritti giunti alla segreteria dell’associazione, due sono stati quelli che hanno colto in modo particolare l’attenzione del sodalizio e che sono stati letti pubblicamente al termine dell’incontro “Insieme per dire di no alla violenza sulle donne!” e che si è sdoppiato con in una prima parte tenuta alle ore 10 presso il “Centro Polifunzionale” sito in Piazza Risorgimento a Cassari e la parte finale alle ore 15nella sala consiliare del municipio nardodipacese.

Agnese Fazio e Vittoria Iacopetta – entrambe residenti a Nardodipace e frequentanti la classe terza della scuola secondari di primo grado –  hanno scritto a quattro mani il loro pensiero facendo subito notare come “dall’inizio del 2023 sono già state uccise 106 donne”. “Tutti noi – è stata l’osservazione – sappiamo, ma facciamo finta di non sapere, che queste violenze sono state e saranno vissute almeno una volta nella vita. Ogni tanto mi chiedo, perché tutto questo odio nei confronti delle donne? Penso che a questa domanda nessuno sappia rispondere perché lo si fa solo per sentirsi grandi, forti, ma in fondo non è così, perché solo un piccolo uomo usa violenza sulle donne per sentirsi grande. La cosa che mi preoccupa di più è che, un giorno, al posto di queste vittime ci potrebbero essere mia madre,  mia sorella, mia cugina, la mia migliore amica o addirittura io, ma se un giorno dovesse capitare a me, voglio essere l’ultima”.

Non distante, ma con un pensiero più profondo, tipico di chi si accinge alle porte dell’esame di maturità, è quanto espresso da Maria Grazia Maiolo, cittadina della piccola e accogliente frazione Cassari di Nardodipace e iscritta al quinto anno del Liceo scientifico. La studentessa ha rimarcato, senza tanti giri di parole, quanto “La violenza sulle donne è oggi purtroppo un fenomeno molto diffuso e più passa il tempo e più quest’ultimo si diffonde.  Tuttavia la violenza ha molte ‘facce’, spesso si parla di violenza solo in virtù dell’amore ma non è così poiché molti sono gli ambiti in cui si manifesta. Forse l’amore è l’ambito più diffuso ma questo non è l’amore. L’amore non è ossessività, gelosia morbosa, dipendenza dell’altro bensì è felicità, è fidarsi l’uno dell’altro, è sentirsi protette dal proprio uomo, è avere delle braccia forti che ti stringono e sai che li sarai per sempre protetta, beh l’amore ti rovina il rossetto e non il mascara o il volto. Quando si parla di violenza bisogna pensare a tutte le ragazze violentate per strada, a tutte le madri di famiglia che sono sempre picchiate dal marito, costrette e rinchiuse in casa perché il marito è geloso, o perché donne e e devono solo badare alla famiglia. Oggi noi donne vogliamo e dobbiamo fare un appello, allo Stato che deve tutelarci. Questo è un fenomeno che va fermato subito, basta amori possessori, basta femminicidi, basta uomini che picchiano o impongono il loro potere sulle donne a causa di un’idea ormai passata o meglio così dovrebbe essere. Siamo donne e non cose, abbiamo il diritto di uscire, di vestirci come vogliamo, il diritto di dire fine ad una relazione e soprattutto abbiamo il diritto e il dovere di vivere”.

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