Incredibile stallo per la nomina del commissario del Parco delle Serre: il fallimento di una politica interessata alla spartizione delle cariche

Si tinge di giallo la situazione del Parco delle Serre. L’Ente di tutela ambientale è senza legale rappresentante da febbraio, da quando cioè è scaduto il “mandato” di Giuseppe Pellegrino.


La mancata indicazione del nuovo commissario (nell’eterna attesa che venga nominato il presidente, il bando relativo al quale è scaduto il 20 maggio scorso) è ormai chiaramente da individuare in motivi politici, nell’incapacità di trovare una sintesi che porti all’indicazione del nome giusto. Il punto è che il Vibonese, salvo qualche eccezione, si trova sostanzialmente senza una classe dirigente all’altezza di gestire i processi politico-amministrativi e di guidare quelli di sviluppo.
Per la carica in questione occorre poi “selezionare” una persona con buone competenze, senza ombre e priva di sospetti. Compito non impossibile, ma nemmeno semplicissimo in un’area particolare, in cui i Consigli comunali sono talvolta sottoposti alla lente d’ingrandimento della Commissione d’accesso.
Anche in passato il Parco delle Serre si è trovato in difficoltà, ma un “vuoto amministrativo” del genere senza apparente motivo non è presente nella memoria della comunità.
Resta, dunque, sospesa l’approvazione del bilancio preventivo 2020 e del consuntivo 2019; rimangono ancora da avviare i tirocini dei disoccupati (ex mobilità in deroga) ed il progetto dei 100 disoccupati/inoccupati da inserire in un percorso di riqualificazione professionale relativo al progetto “Politiche attive a supporto dello sviluppo dell’area protetta del Parco naturale regionale delle Serre”.
Il tutto nell’indifferenza della politica che continua a dare prova di essere più interessata alla spartizione delle cariche che allo sviluppo del territorio.

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