Incidente sulla Trasversale: dallo strazio di Soriano si alza l’umanità genuina delle Serre

sarebbe un gesto di altissimo valore simbolico se al lutto cittadino proclamato dal sindaco di Soriano si unissero gli omologhi di tutte le altre località vicine

No, oggi non è, e non può essere, un giorno come tutti gli altri per Soriano.

Oggi, non è, e non può essere un giorno come tutti gli altri per le Serre. Aprire gli occhi in una appiccicosa domenica di inizio estate ed apprendere, con sgomento, che negli stessi minuti in cui la luce si riappropriava dello spazio rubato dal buio, le esistenze terrene di tre vite ancora troppo acerbe sono state risucchiate dalle tenebre del destino, ha avuto l’effetto di un pugno durissimo all’anima. Immediata, davanti alle notizie che arrivavano dal luogo della tragedia, è stata la reazione spontanea di chiunque, un moto di irrefrenabile commozione individuale confluito rapidamente in un dolore collettivo senza confini territoriali tra una località e l’altra. Lo strazio è diventato, nell’arco di pochissime ore, un fiume impetuoso che ha inondato le Serre tutte. Nessun angolo ne è rimasto asciutto, tutti sono stati inondati da una piena di disperazione partecipata che si è riversata per le viuzze e sui social, da un telefono all’altro, di bocca in bocca, di bacheca in bacheca. Insopportabile dover accettare che tre giovani, con i loro rispettivi fardelli di traguardi e amori, di gioie tutte da abbracciare e dolori tutti da superare, si siano visti spalancare le porte dell’eternità così improvvisamente, così maledettamente. Tra le lamiere contorte di due veicoli scontratisi frontalmente si è ritrovata intrappolata l’umanità di ciascuno di noi che, tuttavia, abbiamo la fortuna di poterne uscire per rimanere attoniti accanto all’indicibile, fianco a fianco con qualcosa che non potrà mai essere collocato nel filo logico della vita, poi non tanto logica. Mai come in occasioni simili le parole non sono tali, ma si vestono con i panni dei fatti spogliandosi di retorica, liberandosi della cinica pigrizia che pervade la nostra ripetitiva quotidianità. Quell’incessante soluzione di banalità senza senso, nell’afa domenicale di una stagione che si preannuncia torrida, si è arrestata di schianto per cedere il passo alla consapevolezza, sempre rimossa, che il senso di compassione nei confronti del prossimo, sofferente esattamente come noi, ci aprirebbe il portone, solidissimo, della comprensione del vero senso del nostro essere, del nostro vivere, della nostra presenza al mondo. Trincerati dietro la bolla dell’insofferenza verso l’altro, ci illudiamo di essere stati baciati dall’immortalità superba. Oggi, invece, siamo obbligati dagli eventi ad abbassare lo sguardo su quei sogni tranciati di netto, su quei piccoli grandi piaceri giovanili che il Fato ha sbattuto con violenza contro il muso di un furgone. Ne siamo consci tutti ed è per questo che, a prescindere dalle procedure formali, sarebbe un gesto di altissimo valore simbolico se al lutto cittadino proclamato dal sindaco di Soriano Vincenzo Bartone, massimo rappresentante dell’incantevole presepe di cui fanno sfoggio le Serre, si unissero gli omologhi di tutte le altre località vicine. Stringersi, con un atto emblematico, attorno all’angoscia di chi, in momenti simili, può trovare conforto solo nella calda vicinanza delle persone amiche, renderebbe quella delle Serre una comunità vera nella quale l’umanità, quella semplice e pura, può trovare un approdo sicuro arginando il supplizio.

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