Imprese e Città: evoluzione commerciale nella città di Vibo Valentia dal 2012 al 2020

Foto di Giuseppe Paglianiti

Sono stati presentati oggi a livello nazionale i risultati di uno studio condotto da Confcommercio sull’evoluzione commerciale delle città, incentratosi sull’osservazione di 120 comuni capoluogo di provincia e finalizzato a qualificare la demografia d’impresa guardando come gli aggregati si muovono nei centri storici rispetto al resto del comune.

L’emergenza Covid, in atto ormai da un anno, si è abbattuta in maniera drammatica sul nostro sistema di imprese colpendo, in particolare, le filiere del turismo e della ristorazione che hanno azzerato i loro fatturati, ma anche moltissime imprese del commercio al dettaglio e del comparto del tempo libero (attività artistiche, sportive e di intrattenimento) che hanno chiuso definitivamente l’attività.

Per il 2020 l’Ufficio Studi di Confcommercio ha stimato una riduzione di oltre 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia.

La città di Vibo Valentia, purtroppo, non si discosta dal dato nazionale, giacché si registrano dati negativi sia per quanto riguarda le attività al dettaglio esistenti nei centri storici, che tra il 2012 ed il 2020 diminuiscono da 315 a 274 (-13%), che per gli esercizi al dettaglio esistenti al di fuori dei centri storici, che perdono un’unità.

Il 2020 vede ridurre anche il numero di pubblici esercizi, quali alberghi, bar e ristoranti esistenti nel centro storico che, anche a causa delle difficoltà legate alla pandemia diminuiscono del 2,9%, così come diminuiscono i pubblici esercizi esistenti al di fuori del centro storico, che passano da 81 del 2018 a 79 nel 2020.

Nonostante un contesto economico poco favorevole, si registrano deboli segnali di resilienza che, ora più che mai, necessitano di un vero e proprio processo di rigenerazione urbana, che Federmoda Confcommercio Vibo Valentia promuove da sempre.

“Non ci sono dubbi sulla rilevanza della funzione sociale delle attività economiche e di servizio, che creano relazioni di prossimità tra persone ed economie locali” commenta Giovanni Ferrarelli, direttore di Confcommercio Calabria Centrale, Area territoriale di Vibo Valentia.

“In epoca di pandemia, quando le piccole e medie imprese urbane si sono dimostrate presidi indispensabili per il benessere collettivo – sostiene – è ancor più opportuno attuare una pianificazione, meno burocratica possibile, per dare risposte alle nuove esigenze contingenti e arginare la perdita di funzioni nelle città, garantendo la presenza di negozi, servizi, verde e spazi pubblici nei quartieri periferici e favorendo la residenzialità nei centri storici”.

È necessario agire congiuntamente con le Amministrazioni pubbliche per condividere preliminarmente obiettivi e azioni di sviluppo urbano ed economico, ed è per questo che è stata rinnovata l’intesa con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), nell’ambito della quale sono state fornite ampie riflessioni in materia di innovazione, turismo, commercio urbano e pianificazione urbana, utili per affrontare le sfide emerse con la pandemia.

Favorire l’innovazione e la digitalizzazione dei sistemi economici e valorizzare gli aspetti culturali e identitari in una nuova dimensione di “prossimità urbana”, unitamente alla necessità di consentire una vita di relazioni in sicurezza ed il rafforzamento delle economie cittadine è l’obiettivo che l’Associazione si pone, in un contesto di condivisione e concertazione con le istituzioni locali.

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