Immigrazione, Salvini definisce “poveretti” i sindaci ribelli e Falcomatà si offende

"Non si può pensare di governare un Paese insultando sui social i sindaci"

“Mi spiace che un Ministro dell’Interno, parlando da una pista da sci, si riferisca ai sindaci delle più importanti Città metropolitane d’Italia, che insieme rappresentano circa un quinto della popolazione dell’intero Paese, definendoli poveretti.

Evidentemente Salvini non ha compreso le perplessità che abbiamo espresso”. E’ quanto dichiara Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria. “C’è un problema di metodo, che riguarda l’assoluta mancanza di confronto istituzionale con i territori ed un problema di merito – secondo il Primo Cittadino – sulla questione dei migranti, ma anche, e soprattutto, sul tema dei beni confiscati che attraverso la vendita rischiano di tornare in mano alla criminalità organizzata. Credo sarebbe stato più opportuno condividere prima queste esigenze. Una legge che ha un effetto cosi imponente sugli Enti locali non può essere approvata senza sentirne il parere. Io credo nel dialogo tra le istituzioni, indipendentemente dal colore politico”. “Non si può pensare di governare un Paese insultando sui social i sindaci, che sono il primo avamposto – è la rivendicazione con cui termina la dichiarazione Falcomatà – per la legalità e la sicurezza sui territori”.

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