Imbrattato il monumento in onore di Ciccio Franco: “Scempio all’intera comunità reggina”

“Imbrattare con lo spray il monumento eretto sul lungomare di Reggio Calabria in memoria del senatore Ciccio Franco protagonista dei cosiddetti Moti di Reggio, segna il triste declino della storia di un’intera Città”. Ad affermarlo è il Circolo “Reggio ’70” che rileva che “alcuni sono concetti politici rudimentali appena accennati. Altri esprimono messaggi criptici. La maggior parte sono inni d’amore, frasi strappate al meglio del campionario di Federico Moccia”.

“Il monumento eretto sul lungomare di Reggio Calabria in memoria del senatore Ciccio Franco – viene sostenuto – sfregiato da meschini che si nascondono dietro una bomboletta spray, al contrario racconta uno scempio fatto all’intera comunità reggina che si vede graffiare un suo importante pezzo di storia. Nell’epoca dove la fiera delle parole e frasi banali viene sempre più spesso condivisa sui social network, i graffiti sono i nuovi geroglifici utilizzati da gente meschina da strada per ‘vomitare’ le loro vigliacche emozioni su muri e monumenti. Così il monumento eretto sul lungomare in memoria del senatore Ciccio Franco che è stato l’artefice principale di una delle pagine più vere per presa di posizione di un’intera comunità com’è stata quella di Reggio negli anni 70‘ di cui come Circolo cerchiamo di rappresentare portando avanti idee e valori per noi mai morti, svela tristemente schegge di inciviltà non più per noi accettabili. Si tratta di uno dei monumenti più rappresentativi della città, simbolo di appartenenza e d’identità territoriale. È inaccettabile che un bene pubblico così rappresentativo, situato proprio sulla più importante strada della città, venga così facilmente deturpato. Gridiamo quindi con maggior forza sorveglianza e controlli – è la conclusione – per punire gli incivili e i nemici della nostra città irrispettosi del bene collettivo e di una storia che da oggi ancor di più sia ben chiaro a tutti, ci vedranno come Circolo Reggio ’70, in prima linea nel difendere quello che per noi è il bene assoluto, la difesa da questo momento più decisa e adirata della storia della nostra comunità”.

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