Il voto, il Coronavirus e la Sanità depredata: i nostri sbagli ed il futuro da costruire

L'ospedale di Serra San Bruno

*di Bruno Vellone – C’è una strana inquietudine nell’ascoltare la macchina del Comune che invita la cittadinanza a rimanere chiusa in casa. Quella voce che giunge dall’altoparlante e che s’intrufola nelle orecchie di chi si trova in strade e vicoli ci chiama tutti alla causa comune della salute pubblica.

Era dagli anni ‘80 che non accadeva qualcosa di simile, da quando il comune avvisava la popolazione della mancanza di acqua potabile. La sanità pubblica era garantita, non si parlava minimamente di LEA (livelli essenziali di assistenza) perché per la politica dell’epoca l’assistenza sanitaria era tutta essenziale. Insomma altra epoca, ma soprattutto altra pasta di uomini. Era stato nel 1965 il socialista Giacomo Mancini, allora ministro ai Lavori pubblici, durante una visita a Serra San Bruno (a cui lo legavano affetti lontani nel tempo ma vivi nella memoria) a destinare per il costruendo ospedale 400 milioni di lire. I ritardi dell’apertura furono accompagnati da una notevole protesta popolare che incalzò la classe politica dirigente accusandola d’irresponsabilità politica e morale. Dietro la spinta popolare e sulla scia di fatti di cronaca cruenta che nelle more dell’apertura si erano verificati – la presenza di un ospedale avrebbe potuto fare a differenza tra la vita e la morte di alcune persone –  il nosocomio aprì i battenti e la Usl n. 21 (si chiamava così) entrò in funzione. Certo, a fronte di un “tutto gratuito” c’erano delle distorsioni, ma meglio le distorsioni dell’epoca che i disastri di adesso. Nei giorni dell’emergenza, quando politici ed amministratori, anziché farsi carico di responsabilità, nicchiano declinandole sui predecessori (che certamente ce le hanno) la popolazione sente tutto il prezzo da pagare per gli errori commessi. La realtà è che abbiamo sbagliato tutto. Abbiamo sbagliato a votare in cambio di “utilità” e abbiamo sbagliato ad ingoiare le scelte che al posto della meritocrazia hanno premiato amicizie e parentele. Il Comprensorio delle Serre è solo. Colpa della destra o della sinistra? Per rispondere a questa domanda basta solo dire che i due termini solo soltanto dei vuoti gusci senza alcuna distinzione politica e che il potere politico è uno e dall’altra parte c’è il popolo che lo subisce. Così come adesso deve subire l’emergenza causata dal Covid-19 ed implorare che l’epidemia se ne vada così com’è arrivata, ma con la consapevolezza che, anche in questo lembo di terra, sospeso tra l’acqua benedetta e quella salata, le cose non potranno e dovranno essere più come prima.

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