I sacrifici pagano nello sport, come nella vita ed il risultato straordinario centrato dal reggino Claudio Marconcini ne è una conferma. L’atleta calabrese, alla quarta partecipazione consecutiva al Campionato Italiano Assoluto di Pesca Subacquea, sebbene penalizzato da una condizione fisica non ottimale proprio nel momento clou dell’anno, ha spiccato il volo ed è balzato dall’acqua di Sant’Antioco direttamente sul podio, classificandosi al terzo posto della competizione che riuniva il top nazionale. Una preparazione meticolosa, la sua, culminata nel briefing di giovedì
sera, quella precedente la prima giornata di gara. E’ in quei minuti che, alla luce di quanto studiato nel corso della permanenza in Sardegna, Marconcini ed il prezioso barcaiolo siciliano Roberto Grillo, tesserato ASD Atlantide di Catania, hanno individuato i punti potenzialmente più prolifici per le caratteristiche del sub del Circolo ADSP Mimmo Arena, di Palmi. L’indomani, iniziata la sfida, è stata immediata la cattura di un sarago cui ha fatto seguito una pesca in acqua bassa. E’ qui che, munito di schienalino, Marconcini ha fatto la differenza: 9 salpe e un barracuda che, aggiunti al primo pesce, gli hanno dato la spinta necessaria per balzare al terzo posto già al termine del primo dei due giorni della contesa. Alla pesatura i giudici hanno scartato 4 pesci, lasciando, tuttavia, Claudio, con un carniere di assoluto rispetto: 7 pesci di tre specie diverse. Forte della terza posizione in graduatoria generale, il tandem calabro-siculo Marconcini-Grillo ha messo a punto anche nella serata di venerdì un piano dettagliato che, però, il sub reggino, la mattina successiva, ha scelto di sconvolgere spostandosi in direzione di un tratto di mare dove era sicuro di scovare le salpe. Un’intuizione rivelatasi decisiva e tale da consentirgli di prendere 4 salpe, un sarago e un barracuda. Le operazioni di pesatura condotte al termine del secondo ed ultimo giorno del Campionato Italiano hanno portato la giuria a scartare un solo pesce, per appena tre grammi. Cinque pesci, tre specie differenti: un epilogo che ha permesso a Claudio Marconcini di rimanere saldamente ancorato al terzo posto della classifica. Un traguardo che poteva solo essere sognato e che, invece, si è trasformato in una splendida realtà tale da consacrare definitivamente il pescatore subacqueo reggino nell’Olimpo nazionale.
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