Il silenzio degli indolenti

Muto lui davanti al GIP, muto il sindaco, muta l'assessore alla Legalità

A saperlo che sarebbe bastata la presenza di un Giudice delle indagini preliminari per arginare la logorroica prepotenza, verbale e comportamentale, di Antonino Castorina rimasto avvolto in un cupo silenzio durante l’interrogatorio di garanzia reso stamattina davanti al magistrato, in tanti si sarebbero risparmiati il sangue amaro. Inorriditi al cospetto della disinvolta assenza di scrupoli da parte del capotribù del Partito Democratico di Reggio Calabria, hanno sopportato per anni, anche in mondi lontani dalla politica, una sfacciataggine impossibile da sopportare e altrettanto da non notare.

Una colpa in più, per la quale non serve alcun sigillo giudiziario, a carico degli amministratori locali e dei leader di partito giratisi dall’altra parte, forse perché ben consapevoli di avere a che fare con un soggetto limitatosi ad esasperare condotte comuni a troppi, non con un corpo estraneo, un cigno nero avulso dai movimenti leggiadri del resto dei suoi simili. Anzi, in una fase storica segnata dallo scollamento tra elettori ed eletti, tra istanze provenienti dal basso e priorità distorte della classe politica, il buon Castorina, fossero confermate le accuse rivoltegli dagli inquirenti, avrebbe dimostrato una sintonia perfetta con l’opinione pubblica: cosciente dell’avversione generale che suscitava tra i vivi, ha fatto in modo che il consenso alla sua persona gli fosse accordato dai morti. Un esempio di rara umiltà e di invidiabile lungimiranza politica. Stupisce, in questo quadro bruttissimo, che nel profluvio di sdegno proveniente da ogni dove, l’assessore comunale titolare della delega alla Legalità, Rosanna Scopelliti, una giovane donna che ha deciso di dedicare la sua vita all’attivismo contro il malaffare, sia rimasta taciturna. Lei, talmente piena di fervore civile da non fare differenze tra il centrodestra ed il centrosinistra, saltando da uno scranno parlamentare con l’uno ad una poltrona assessorile con il secondo, non ha percepito un naturale ed istintivo moto di collera per quanto emerso finora nel corso delle indagini sul rinnovo del Consiglio comunale da cui è nata quella Giunta della quale è nobile presenza in nome e per conto della maggioranza firmata Nino Castorina. Sebbene non eletta, ma nominata per professione, ha dimostrato un encomiabile attaccamento ai nuovi colori ed alle caratteristiche di gioco del suo nuovo “regista”, Giuseppe Falcomatà che, a parte i pietosi vocaboli di circostanza espettorati dal suo Ufficio Stampa, non una sillaba ha pronunciato nascondendosi come suo solito dietro i folti cespugli della codardia, reale e social.

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