Il recupero dei luoghi della memoria: il restauro della chiesa del Convento e della Madonna degli Angioli a Jonadi

Da sempre l’occasione del restauro di un monumento o di un manufatto che rappresenta la memoria di un luogo riporta in primo piano la discussione sulla opportunità o meno di investire per la salvaguardia di testimonianze del passato. Sempre più spesso assistiamo al degrado di luoghi che diventano non luoghi e che gradatamente perdono oltre che la bellezza anche il senso che per diversi secoli hanno narrato. Molti di questi luoghi hanno rappresentato per secoli un simbolo in cui riconoscersi e far riconoscere alle nuove generazioni. In questa trama di identità locale e storica si inserisce il restauro della facciata della chiesa del Convento a Jonadi.

La chiesa intitolata alla Vergine Maria sotto il nome di Maria Santissima degli Angioli rappresenta ancora oggi il simbolo in cui si riconosce l’intera Comunità di Ionadi e non solo. L’orgoglio di sentirsi rappresentati e riconosciuti in questo luogo di preghiera è stato manifestato dalla risposta dimostrata con grande senso di partecipazione alla “fabbrica dei lavori di restauro della facciata e campanile” da parte di tanti. In primis i fedeli che, mattone dopo mattone, stanno contribuendo in maniera efficace alla raccolta dei fondi necessari per pagare i lavori, il parroco don Lucio Bellantoni che si è prodigato come un buon padre di famiglia “alla cura della casa”, il comitato tecnico costituito dall’architetto Giuseppe Nicola Cosmano e dai geometri Vincenzo e Maria Gentile che si sono occupati del progetto di restauro della direzione lavori della sicurezza e di tutte le questioni tecnico amministrative, l’artista Nazzareno Bertuccio, diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Milano, la diocesi di Mileto e soprattutto l’insostituibile professionalità degli addetti ai lavori della Soprintendenza ai Beni Culturali di Reggio Calabria.
I lavori di restauro riconsegnano alla Comunità locale di Jonadi e a quella disseminata nel mondo un luogo di rinnovata bellezza che la dice lunga su una chiesa ancora viva, quella chiesa fatta di uomini e donne che ancora oggi si occupano delle “cose” del Padre manifestandolo anche mantenendo viva la chiesa fatta di mattoni. Tutelare queste “mura” rimettendole a nuovo, manifesta la volontà di esprimere, se vogliamo anche in maniera popolare, la volontà più grande di annunciare al mondo la bellezza della Chiesa e quindi la bellezza di Cristo.
L’inaugurazione è prevista per sabato, alle ore 18.30.

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