Il Profeta Lucano sale in cattedra per insegnare ai cristiani la Parola dell’antisalvinismo

Pazienza se il pulpito è di cartapesta

Ci sono persone che hanno la fortuna di poter agire al di là del bene e del male.

Il loro comportamento, nella vita privata come in quella pubblica, non rappresenta una discriminante: saranno sempre considerati degni di considerazione da chi le apprezza. E questo vale nelle famiglie, sui luoghi di lavoro, nella vita sociale ed in quella politica. Resta un privilegio per pochi, intendiamoci. Sono pochi, infatti, coloro che, sfuggendo alle grinfie dell’invidia altrui, ribaltano a proprio favore le “disgrazie” in cui incappano. Sanno come si fa, sanno che devono armeggiare disinvolta spregiudicatezza, certo, ma senza la complicità decisiva dei fanatici i loro sforzi risulterebbero vani. In assenza del pregiudizio positivo di costoro sarebbero, come noi comuni mortali, confinati nel momentaneo oblio in attesa del giudizio degli eventi. Ad un livello ancora superiore si scorgono, poi, i profili di “santità” di chi è unto dal Signore a prescindere, a prescindere anche dal fatto che creda o meno nel Signore medesimo. E’ il caso di Mimmo Lucano, Sommo Profeta dell’Immigrazione, Santo Patrono degli Immacolati. Nella maggior parte dei casi, per non dire in tutti, il semplice sospetto, il “mascariamento” direbbero nella dirimpettaia Sicilia, di un qualsiasi, sia pur insignificante, peccato, è motivo di stigmatizzazione eterna ed incancellabile. A lui, sindaco sospeso di Riace, tutto ciò non appartiene. Altri, nella sua posizione, si concentrerebbero sulle accuse, compresa l’associazione a delinquere, mosse dalla Procura della Repubblica, per le quali è stato anche ristretto ad arresti domiciliari, invero, “sui generis”, visto l’andirivieni di personaggi in cerca d’autore registrato presso la sua umile dimora. Riguadagnata la libertà di scorrazzare ovunque, tranne che nel suo amato borgo santificato al ripopolamento integrazionista, ha continuato, con ulteriore vigore, a pontificare come nulla fosse, a vaneggiare di dittature militari, di disumanità varie ed eventuali, di libertà conculcate. Il tutto condito con l’immancabile spruzzo di veleno contro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Roba forte, roba, per intenderci, che se avesse presentato i protagonisti a parti invertite, avrebbe procurato un infinito pianto collettivo per l’emergenza democratica. Siccome, però, la purezza non si arresta e nemmeno si ostacola, perché deve essere libera di posarsi in ogni dove, il Primo Cittadino, sempre soggetto a sospensione ed attualmente sottoposto a divieto di dimora nel Comune di residenza, accoglie, lui apostolo dell’accoglienza, con tronfia soddisfazione, gli inviti che, addirittura, arrivano dalle istituzioni scolastiche. Sì, nella bella Italia soggiogata dal pericolo fascista, succede che il Nostro, sia invitato dalla dirigente scolastica/assessore comunale della Giunta Falcomatà presso l’Istituto “Panella Vallauri” di Reggio Calabria, Anna Nucera. E, dunque, colta l’occasione al volo, e disconoscendo la bellezza dell’umiltà, pigi il tasto dell’Onnipotenza e, di fronte agli alunni di una scuola pubblica, si dichiari incredulo circa la presenza di cristiani che votano per Salvini. E pazienza se il pulpito è di cartapesta, visto che è lui stesso ad ammettere, nel contesto dello stesso pseudo ragionamento, di non essere un frequentatore di parrocchie e sacrestie. Nell’era schiacciata dall’ignoranza che presume di insegnare, il “professor” Lucano” sale in cattedra per rivelare la Parola dell’ateo teologico e che nessuno si azzardi a contestarlo: il regime è in agguato.

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