Il “Patto relazionale della Certosa” ha messo in luce l’economia della qualità delle aree montane e collinari

L'incontro è stato organizzato dal Movimento la Nuova Frontiera dei Liberi & Forti di Vibo

Si è svolto domenica 24 febbraio alle 17,00, nella sede di Palazzo Chimirri a Serra San Bruno il convegno dal titolo “Patto relazionale della Certosa – Verso un’economia della qualità delle aree montane e collinari” – l’incontro organizzato dal Movimento la Nuova Frontiera dei Liberi & Forti di Vibo Valentia presieduto dall’avvocato Marcello Natale che ha introdotto i lavori.

Cosimo Cuomo -Esperto di Politiche di Sviluppo Locale e del Lavoro- ha esposto il Patto relazionale della Certosa quale strumento di partecipazione attiva della comunità di Serra San Bruno e delle Serre tutte, che favorisce il coordinamento e la condivisione, da parte di cittadini e di tutti gli attori del territorio, delle strategie e delle azioni da intraprendere per la valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio medesimo e per lo sviluppo sociale ed economico di tipo inclusivo e sostenibile. “I Comuni delle Serre e di tutti i territori in cui il Patto prenderà corpo – ha evidenziato Cuomo – sono i soggetti istituzionali locali che assumono la responsabilità principale del Patto Relazionale, e ne garantiscono il rispetto dei principi della partecipazione attiva al fine del pieno e consapevole coinvolgimento dei soggetti interessati. Grazie ad esso ogni territorio avrà la possibilità di rafforzare i valori dell’identità territoriale riconoscibili nei contenuti storici, culturali, sociologici, economici e sociali, nonché, orientare le politiche di sviluppo locale a favore della valorizzazione dei luoghi e delle comunità locali.
A seguire, anche Giuseppe Critelli (Esperto di Sviluppo Territoriale) si è soffermato sull’importante relazione esistente tra il Patto Relazionale e le vie che possono condurre allo sviluppo economico del territorio che punti tutto sul suo brand. A tal fine, ha portato quale caso concreto quello legato all’antica pratica dell’estrazione della grafite a Monterosso. Qui, l’aver mantenuto la memoria di un’antica pratica di tintura dei tessuti con la polvere di grafite proveniente dalla locale miniera ed utilizzata per secoli, ha condotto la “Wrad Living”, un’azienda di moda ecosostenibile internazionale, per tre giorni nel paesino calabro. Alcuni ex minatori hanno guidato i ragazzi nella miniera spiegando loro le modalità di estrazione e di impiego della grafite; le donne, invece, hanno dato dimostrazione delle antiche tecniche di tessitura e di tintura dei capi di abbigliamento. La risonanza dell’evento ha riacceso i riflettori sul borgo calabrese facendo guadagnare alla comunità di Monterosso Calabro l’Handprint Award, l’Oscar della moda ecosostenibile.
La professoressa Giovanna Sensi De Sestito – professoressa di Storia Greca, si è soffermata ampiamente sulla Certosa, sul contesto territoriale e le sue innumerevoli risorse storiche, archeologiche e paesaggistiche. Tutte risorse che faranno parte in modo prevalente del tessuto socio economico per la costituzione del Patto Relazionale.
Ha concluso i lavori Pino Campisi, presidente regionale della Nuova Frontiera dei Liberi e Forti – Esperto di Politiche del Lavoro – che ha ricordato alla platea che il Movimento dei Liberi e Forti nasce dall’esperienza della Scuola di Dottrina Sociale, di laici impegnati nel sociale e nella promozione sociale. La sua costituzione come Movimento regionale risale appena a due anni fa e vede oggi il Movimento operante nelle sedi delle cinque province calabresi e nei diversi Circoli cittadini. «Il Movimento La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti non insegue progetti o proposte finalizzate alla rinascita di un partito cattolico», ha spiegato Pino Campisi, «ma è piuttosto interessato alla creazione di classe dirigente, frutto di percorsi condivisi con la Scuola di Dottrina Sociale. La proposta politica è definita in VAI Mezzogiorno (Visione – Azione – Innovazione Mezzogiorno). In buona sostanza « occorre che da qui, oggi, tutti gli attori territoriali intervenuti, attraverso un patto relazionale, orientino il proprio agire e quello degli altri verso un rinnovato interesse per quei valori condivisi e beni comuni che rappresentano il collante della società civile del Sud».

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