Il Parco delle Serre e lo sviluppo sostenibile, Rizzo: “Insegniamo l’amore per la nostra terra”

Spiegare quanto è stato prodotto negli ultimi anni nell’ambito delle tematiche ambientali, della consapevolezza della disponibilità di risorse e delle azioni per la crescita. Il tour “Le Aree protette della Calabria e  il turismo sostenibile” fa tappa a Serra San Bruno e racconta di “attività già eseguite” e di altre in fase di programmazione indicando quanto finora posto in essere.

Senza il governatore Mario Oliverio, è l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo a riassumere la valenza dell’iniziativa (presenti sindaci, forze dell’ordine, cittadini) con l’ausilio dei dirigenti della Regione, dei rappresentanti delle Aree protette e delle associazioni ambientaliste, anche se talvolta la lezione teorica dei burocrati si scontra con la materiale percezione della comunità locale. Rizzo si concentra, in particolare, sulla necessità di “insegnare l’amore per la nostra terra” precisando che “negli ultimi 4 anni il turismo è cambiato” trasformandosi gradualmente da “balneare” a “percorso sensoriale più elevato”. Tutto ruota attorno al concetto di “concertazione”, perché “è ragionando insieme” che si possono “raggiungere gli obiettivi”.

Ad aprire i lavori è il commissario del Parco delle Serre Giuseppe Pellegrino che parla di un “Ente in movimento”, che vuole “creare opportunità per un territorio che non è più marginale, ma è un punto di riferimento”. Più critico l’intervento del sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, che, pur constatando “passi in avanti”, punta sulla “gestione di ciò che si realizza” e segnala che occorre “dotare il Parco del personale necessario”. Dopo l’introduzione sugli aspetti concernenti “la tutela e la conoscenza del territorio, la salvaguardia e la valorizzazione delle biodiversità” del dirigente generale del Dipartimento Ambiente Orsola Reillo, il dirigente del Settore Parchi Giovanni Aramini indica gli obiettivi strategici (“monitoraggio per rafforzare il sistema di conoscenze; miglioramento dello stato di conservazione degli habitat e delle specie; aggiornamento degli strumenti di pianificazione; predisposizione dei sistemi informativi”) e ricorda che “quasi 30 milioni di euro di fondi comunitari sono stati impiegati per la tutela e la valorizzazione”. Più nel concreto entra il direttore del Parco delle Serre Francesco Pititto che sottolinea come “sono stati messi in sesto o realizzati ex novo 160 km di sentieri”, interpreta l’operazione di “intercettare il turismo lento” come possibile mezzo per “arginare lo spopolamento” e guarda alla “creazione di un Sistema Calabria”. “Il Parco – sostiene – si è proposto come Ente sovracomunale di coordinamento ed ha agevolato l’elaborazione di strumenti di programmazione dal basso”. Nel complesso, si intravedono germogli di sinergia, ma parlare di processo di sviluppo duraturo in atto appare più un azzardo che una scommessa che si avvia ad essere vinta.

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