“Il mare sta mangiando Favazzina”: l’emblematica storia di un centro abitato sfruttato e abbandonato [FOTO]

La denuncia del Comitato spontaneo che chiede “interventi urgenti”

“Favazzina è una frazione del Comune di Scilla che non conta nemmeno 200 residenti ufficiali, quasi dimenticata dalle cronache e totalmente ignorata da qualunque forma di politica che voglia promuovere lo sviluppo e il benessere dei cittadini, come vorrebbe la nostra Costituzione”.

È carica di dolore la descrizione operata da un gruppo di ‘cittadini’ di Favazzina, riuniti in Comitato spontaneo, che vogliono rappresentare lo stato di pericolo che l’abitato sta correndo. “Ci connotiamo come cittadini di Favazzina – spiegano – non tanto per il requisito della residenza anagrafica, quanto piuttosto come persone con alle spalle decenni di vissuto, in vario modo, collegato a questo piccolo borgo. Siamo, quindi, ad essa legati o per vincolo di origine o perché, negli anni, l’abbiamo scoperta e abbracciata nella sua semplicità, bellezza, tranquillità tale da trascorrerci i mesi estivi, ormai, regolarmente da moltissimi anni. Alcuni di noi, quasi cinquantenni, ci vengono abitualmente sin dai primi anni di età”.

Favazzina oggi è balzata alle cronache per via della mareggiata del 23 dicembre 2019, preceduta da un’altra dieci giorni prima che ha portato via gli ultimi lembi di spiaggia rimasta fino ad ora, scavando fino alla base i muri di cinta di alcune abitazioni, portando via alcune strade litorali, che erano essenziali, sconvolgendo, in definitiva, un territorio che dalla sua spiaggia traeva ristoro estivo e l’unico sostentamento economico.

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STORIA DI FAVAZZINA

È necessario, anzi obbligatorio, raccontare alcune vicende storiche di Favazzina per ben comprendere l’entità del pericolo che essa corre e che senza un intervento immediato, sostanziale e vigoroso sarà l’anticamera della dissoluzione di un paese.

Favazzina fino ad alcuni decenni fa era una realtà viva (il massimo storico è stato di quasi 700 abitanti negli anni ‘20), con numerose realtà produttive ed una fiorente coltivazione del limone le cui qualità, indiscusse a livello nazionale, hanno fatto coniare sui più importanti trattati di agronomia e agrumicoltura il termine di “Limone di Favazzina”, ovvero il “femminello sfusato di Favazzina”. Oggi non c’è più alcuna coltivazione… solo qualche albero relitto.

Questa premessa è d’obbligo per comprendere che il litorale di Favazzina e la sua famosa spiaggia in passato non era che il luogo dello svago e del riposo estivo dopo un anno di lavoro, quindi, svolgeva, di fatto, una funzione accessoria rispetto all’economia del paese. Oggi è diverso, poiché non essendoci più alcuna attività produttiva, Favazzina “vive” esclusivamente di spiaggia e mare durante i due mesi estivi di luglio ed agosto.

Fino agli anni ‘60 Favazzina non conosceva il pericolo del mare, le mareggiate che si ripetevano (e si ripetono) con regolare frequenza nei mesi invernali, non hanno mai intaccato l’abitato poiché, proprio davanti ad esso, vi era una splendida spiaggia lunga oltre 1 km e profonda fino a 100 mt che ottemperava al suo naturale ruolo di dissipare l’energia del mare. Spiaggia naturalmente alimentata dall’omonimo torrente Favazzina che con altrettanta regolare frequenza portava, con le sue poderose piene invernali, sabbia e ciottoli a rimpinguare l’arenile di tutto il litorale, garantendo quel naturale equilibrio tra apporto ed erosione, che impediva al mare di sopravanzare. 

Qui di seguito alcuni passaggi che costituiscono la chiave per comprendere il percorso in discesa azionato dall’uomo su questo lembo di territorio e di cui la mareggiata non è che la classica goccia. 

Dagli anni ’50 in poi i numerosi interventi di gestione montana (rimboschimenti, regimentazione torrenti con briglie, captazione di acqua indiscriminata, ecc.) hanno ridotto considerevolmente la frequenza delle piene e la loro portata.

Durante gli anni ’60, la costruzione del secondo binario ferroviario con un nuovo tracciato a ridosso del mare ha necessitato, per i lavori, l’utilizzo della sabbia presente lungo la lunghissima (e sottilissima) Spiaggia di Praialonga (tra Favazzina e Bagnara) causandone la totale sparizione e sostituzione con un lungo cordone di massi a protezione della linea ferrata (splendido esempio di intervento di promozione paesaggistica).

Ad inizio anni ’70, senza una apparente ragione o, comunque, una spiegazione, abbiamo assistito alla posa dei primi massi artificiali sulla spiaggia, prima dei pennelli obliqui alla costa, che poi dopo la famosa mareggiata del Capodanno 1980, ne ha imposto il prolungamento ed infine la modifica curvandone verso est il tratto terminale ad aggiungendo delle sezioni parallele. Tantissimi miliardi di lire letteralmente “buttati a mare” con l’unico effetto di aumentare il fenomeno dell’erosione e permettere al mare di sopravanzare fino alle abitazioni… non vogliamo immaginare cosa ci sarà dopo questa, l’ultima spiaggia… l’abisso.

Continuiamo brevemente a raccontare, oltre alla spiaggia, quali altri tributi ha pagato questo paese per la causa dello sviluppo nazionale e del benessere della sua collettività senza riceve un contraccambio:

– dal 1979, la SNAM posa le prime tre condotte sottomarine attraverso lo stretto di Messina che giungono a Favazzina e qui costruisce la stazione pompaggio. L’Italia intera riceve il gas nordafricano a Favazzina non resta nulla. Nè metanizzazione, né opere compensative anzi cede 2 ettari di preziosi limoneti.

– dal 2010 in avanti TERNA posa il famoso cavo elettrico (Sorgente-Rizziconi) che dalla Sicilia porta energia Elettrica all’Italia. Risultato: circa mezzo ettaro di agrumeto ed una striscia di spiaggia sacrificati, la chiusura dell’unico accesso al mare esistente nella parte ovest della spiaggia ed un cavo ad altissima tensione non segnalato sotto la sabbia per gli ignari bagnanti che ci arrivano dopo 500 mt di camminata a piedi per raggiungere la zona diventata remota… Oltre a tutti i tentativi di opporsi all’opera in questa zona, i cittadini nel 2016 hanno promosso una petizione per lasciare almeno la pista di cantiere da loro costruita trasformandola in strada da collegare al paese quale via di fuga secondaria, visto che ce n’è una sola strettissima. Nessuna risposta positiva… anzi!

Proprio su quest’ultimo punto oltre al pericolo mareggiate, vogliamo ricordare che il tratto di costa, particolarmente ripido, è teatro di frequenti frane (segnaliamo su tutte quelle catastrofiche del 2001 e 2005 che hanno causato anche il deragliamento di un treno in entrambe le occasioni) che ne causano spesso il temporaneo isolamento. Anche se tale problema non è urgente come quello della spiaggia, rappresenta un potenziale pericolo.

Favazzina ha una sola via di accesso all’abitato, ed in caso di calamità o emergenza, se questa via fosse impedita, non vi sarebbero altre possibilità di ingresso con mezzi di soccorso.

Oggi il pericolo maggiore viene dal mare, ancora l’inverno non è finito e le prossime mareggiate potrebbero essere catastrofiche; la spiaggia di Favazzina è l’unica attrattiva e di conseguenza l’unica fonte di ricchezza e l’unica protezione dalle mareggiate. Ecco perché se non si interviene adesso che il mare è a ridosso delle case, il paese non avrà futuro.

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INTERVENTI DEGLI ENTI PUBBLICI

  • A seguito della mareggiata del 23 dicembre 2019, l’architetto Bruno Doldo (responsabile dell’area tecnica del Comune di Scilla), in data 31 dicembre 2019 ha redatto una relazione tecnica in cui ha descritto il danneggiamento del litorale con fenomeni di erosione, l’impossibilità di accesso alla via Giardini, il danneggiamento delle stradine d’accesso al litorale, il cedimento di alcuni muri di recinzione di proprietà private con conseguenze sulla popolazione, sull’incolumità pubblica e privata.
  • La Commissione straordinaria, il 02/01/2020, con delibera n. 2, ha sottolineato che le mareggiate del dicembre 2019 hanno comportato nella frazione di Favazzina rilevanti danneggiamenti alle strutture ed infrastrutture pubbliche e private ed hanno creato una situazione di disagio e pericolo che impongono la necessità di interventi di ripristino e messa in sicurezza; pertanto ha deliberato di chiedere alla Regione Calabria il riconoscimento dello “stato di calamità naturale in relazione alle violente mareggiate dei giorni 13, 14, 23 e 24 dicembre 2019”.
  • La Commissione straordinaria del Comune di Scilla, con ordinanza del 03/01/2020, ha ordinato “il divieto d’accesso ed utilizzo del tratto costiero della località di Favazzina interessato dalle criticità” perché ha constatato:
  • le effettive condizioni di potenziale pericolosità legate alle mareggiate;
  • che ancora non sono stati attuati interventi di messa in sicurezza delle parti pericolanti e che le stesse gravano su proprietà private;
  • che le conseguenze legate agli eventi segnalati potrebbero comportare pericolo per l’incolumità pubblica; la necessità, in via cautelare, di disporre il divieto d’accesso e di permanenza sull’arenile, stante il rischio di pubblica incolumità delle persone e dei beni;
  • l’aggravio del dissesto territoriale causato dall’erosione lungo la costa di Favazzina ed i danni verificatisi su strutture pubbliche e private, evidenziando la condizione di pericolosità sul tratto costiero.
  • La Giunta regionale della Calabria, con delibera n. 641 del 30 dicembre 2019, ha richiesto il riconoscimento al Governo nazionale dello stato di calamità naturale per eccezionali avversi eventi metereologici che hanno interessato il territorio la costa tirrenica della Regione, tra il 21 ed il 24 dicembre 2019.    

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INTERVENTI RICHIESTI DAL COMITATO

Il 22 gennaio 2020, durante una riunione nella Prefettura di Reggio Calabria, il Comitato “Salviamo Favazzina” ha richiesto un tavolo tecnico permanente che raccolga il Comune di Scilla, la Regione, la Città Metropolitana, la Terna, la Snam, le Ferrovie ed il Comitato Salviamo Favazzina per la soluzione definitiva dei principali problemi.

Le azioni necessarie che il comitato ha individuato sono:

nell’immediato (entro 3 mesi)

per evitare il danno alle imprese sul territorio, all’economia del paese, che vive solo della stagione estiva sia con residenti che con turisti abituali e non…

  • ripascimento stagionale con materiale dei Torrenti Praialonga e Favazzina
  • rimozione e ricollocazione dei massi attualmente sparpagliati sull’arenile (ostacolo e non offrono protezione)

Soggetti da coinvolgere – Comune di Scilla, Protezione Civile Regionale, Terna, Regione Calabria

a breve termine (1 anno) 

  • ripristino spiaggia naturale e sistema di difesa del litorale con una unica barriera sommersa parallela alla costa da realizzarsi rimuovendo tutti i massi già presenti sulla costa 
  • soluzione sicurezza viabilità (ingresso-uscita) lato Scilla (zone Terna e Snam) e lato torrente.

Soggetti da coinvolgere – Comune di Scilla, Protezione Civile Regionale, Terna, Regione Calabria, Città Metropolitana, Snam, FF.SS.

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OBBLIGHI DI LEGGE

Durante la riunione in Prefettura del 22 gennaio 2020, visto che anche la Commissione straordinaria prefettizia del Comune di Scilla ha constatato i pericoli per l’incolumità pubblica e privata, il Comitato ha chiesto che il comune di Scilla attivi le procedure in caso di somma urgenza che stabiliscono che:

“in circostanze di somma urgenza che non consentono alcun indugio, il soggetto fra il responsabile del procedimento e il tecnico dell’amministrazione competente che si reca prima sul luogo, può disporre, contemporaneamente alla redazione del verbale, in cui sono indicati i motivi dello stato di urgenza, le cause che lo hanno provocato e i lavori necessari per rimuoverlo, la immediata esecuzione dei lavori entro il limite di 200.000 euro o di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica (e privata) incolumità”. Qualora l’Amministrazione competente sia un Ente locale, la copertura della spesa viene assicurata con le modalità previste dall’articolo 191, comma 3, e 194 comma 1, lettera e), del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e successive modificazioni e integrazioni.

In via eccezionale, nella misura strettamente necessaria, l’affidamento diretto può essere autorizzato anche al di sopra dei limiti di cui al comma 1, per un arco temporale limitato, comunque non superiore a trenta giorni e solo per singole specifiche fattispecie indilazionabili e nei limiti massimi di importo stabiliti nei provvedimenti di cui al comma 2, dell’articolo 5, della legge n. 225 del 1992”.

A tal proposito l’art. 54 (Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale) del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali) recita:

Comma 1. 

Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:

a) all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica;

b) allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria;

c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto.

Comma 4. 

Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione.

Comma 4-bis.

Con decreto del Ministro dell’interno è disciplinato l’ambito di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 4 anche con riferimento alle definizioni relative alla incolumità pubblica e alla sicurezza urbana.

Comma 8. 

Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.

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