Il Governo invita a “scomparire” la Provincia di Vibo: il riparto dei fondi

Dalle formule e dai parametri utilizzati dal Governo per la ripartizione dei contributi, a favore delle Province a Statuto ordinario per gli anni dal 2019 al 2033, per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole è venuta fuori una realtà da chiarire e modificare: la Provincia di Vibo Valentia sostanzialmente viene cancellata.

Fissare in circa 300.000 euro (oltre 6 milioni destinati a Cosenza e quasi 5 e mezzo quelli assegnati a Campobasso, giusto per avere un’idea) il contributo significa (in assenza di altri provvedimenti) mettere i sigilli all’Ente, porlo in una condizione di (ulteriore) immobilità, abbandonare il territorio imponendo di fatto l’emigrazione. Se l’obiettivo è quello di chiudere la Provincia di Vibo (scelta che potrebbe anche non essere contestabile se associata al successivo accorpamento a Catanzaro), allora il Governo deve avere il coraggio di farlo con un atto ufficiale netto.
Stabilire somme così esigue, al di là della valutazione meritocratica della gestione (il riferimento è anche alla mancata presentazione dei bilanci), significa offendere una comunità. Significa calpestare quei pochi diritti rimasti ai cittadini, già privati di servizi essenziali. A queste latitudini tutti gli uffici e le attività chiudono o vengono drasticamente ridimensionati: i casi della banca di Fabrizia e dell’Agenzia delle Entrate di Serra San Bruno sono solo gli ultimi di un elenco lunghissimo. Ripercorrerlo comincia a diventare un’impresa difficile: Pretura, Giudice di Pace, Inps, ospedale sono diventati simboli di un processo di spoliazione che sembra essere il frutto di una logica decisa dall’alto ed agevolata da colpe e corresponsabilità locali. Ma se non ci si ribella (civilmente) pensando solo agli interessi di baracca, allora forse è meglio fare i bagagli ed accettare un destino deciso da altri.

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