Il Gal ”Terre Vibonesi” a casa Berto a discutere di sviluppo, Papillo: “Cambiare si può”

Giovedì, nell’ambito della kermesse “Estate a casa Berto”, è stata la volta del Gal “Terre Vibonesi”. Il presidente nel giardino di casa Berto, trasformato in elegante salotto affacciato sullo Stromboli, ha discusso di sviluppo, cultura, agricoltura sostenibile e conservazione del paesaggio, incalzato dalle domande dei giornalisti Carlo Ducci, editorialista di Vogue Italia, ed Antonio Armano, inviato del Touring Club, e da quelle di un pubblico attento e propenso al dibattito.

È stato un colloquio amichevole ma a tratti anche “provocatorio”, con domande volte a rilevare le contraddizioni del territorio vibonese: provincia dissestata; burocrazia farraginosa che frena chi vuole fare; sistema viario al collasso; mancanza di sinergia tra operatori; spopolamento galoppante. Il presidente Papillo non si è scomposto, rispondendo puntualmente a tutto. Ne è emersa l’immagine di un territorio sovraccarico di “deficit” ma con altrettante virtù che, dalla costa all’entroterra, occorre far emergere.
Giovani che eccellono negli studi (della nostra provincia il record dei 110 e lode tra i diplomanti), che non vogliono più partire o che, a volte, tornano e si danno da fare con successo; ridotte dimensioni territoriali che, più che essere un limite sono un vantaggio, in quanto ti fanno avere mare e monti a pochi chilometri di cammino; entroterra stupefacente da far emergere a dovere; prodotti tipici come la ‘nduja che il mondo ci invidia: percorsi naturalistici e tematici che permettono di vivere il turismo montano; centri che nascondono gioielli magici da svelare, come il “Borgo dei Vasai” di Gerocarne o l’insediamento rupestre di Zungri. E amministratori giovani e dinamici, aperti al nuovo e vogliosi di agire.
Quasi commovente è stato il momento in cui è stato proiettato il video ufficiale del Gal, dal quale si guarda al territorio ed alle sue caratteristiche dalla quotidianità, una prospettive diversa dalle solite.
“Il bilancio – sostiene Papillo – è che le possibilità superano i limiti. Il Gal lo sa, ama e conosce il territorio e, partendo da quella prospettiva più aperta e da cui si pone rispetto al passato, attraverso i suoi strumenti vuole aiutare chi ha voglia di fare impresa e spingere verso il cambiamento. Una sfida difficile ma avvincente che la nostra agenzia di sviluppo ha deciso di accettare nella consapevolezza che cambiare si può”.

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