Il crollo del Pd serrese e gli equilibri in bilico: ora il banco rischia di saltare davvero

A pochi giorni dallo svolgimento delle primarie, il Pd serrese deflagra. Lo fa in una maniera inaspettata: con un comunicato stampa arrivato nelle redazioni a mezz’ora dalla mezzanotte. Eppure le voci sui malesseri circolavano da tempo: ciò che fa specie è che anche la minoranza fosse discretamente informata su quanto stava succedendo nel campo democratico, sulle pretese riguardanti le elezioni regionali, sulla volontà di dare vita ad un nuovo sistema di equilibri, sui tanti interrogativi sul futuro. A sbattere la porta sono stati esponenti di livello non secondario: l’attuale vicesindaco Valeria Giancotti, il già vicesindaco Walter Lagrotteria, l’assessore Brunella Albano. Amministratori di area moderata che avevano aderito al Pd e che hanno elencato i motivi – veri o apparenti – di una scelta che lascerà il segno. Non può passare inosservata dunque la loro area di provenienza, perché si sa (vale anche per chi è alla prima esperienza) da dove vengono politicamente parlando. Ripercorrere la storia politica, in questo senso, può aiutare a farsi un’idea. Non si sa, ancora, dove andranno. A scanso di equivoci e per evitare ulteriori polemiche, hanno subito chiarito che, a livello comunale, rimarranno (logicamente) nel movimento “La Serra rinasce”, quindi nella maggioranza.

Lo strappo di ieri, però, non rimarrà senza conseguenze. Intanto, perché un conto è far parte di un’Amministrazione monocolore, un conto è essere parte di uno dei gruppi che fa parte di una squadra. Appare scontata poi la risposta ad una ipotetica domanda: “agiranno da gruppo o da singoli?”. Le modalità di azione lasciano infatti intendere un coordinamento, una regia, che si pone in competizione interna rispetto a quella orchestrata dall’ex deputato Bruno Censore.

Al rinnovo del Consiglio comunale mancano meno di 2 anni e mezzo: prima ci saranno altre occasioni e motivi di confronto. Le elezioni europee, ma soprattutto le elezioni regionali. Ci sarà, presumibilmente, il riordino del quadro partitico nazionale e, a cascata, regionale e locale. Il sindaco Luigi Tassone, per adesso, può “stare sereno”. Ma occhio, perché, per dirla con Lorenzo il Magnifico, “di doman non c’è certezza”.

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