Il commovente post della moglie di Gianluca Callipo: “Amore e passione ridotti in ingiusta detenzione”

Dolore, sofferenza e amore insieme. Sono questi i sentimenti prevalenti in Titti Zerbi, compagna di vita di Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo Calabro arrestato nell’ambito dell’operazione “Rinascita-Scott”.

Sulla sua pagina Facebook è apparso un post, che riportiamo integralmente:

Dopo lo shock di quella notte, dopo il rumore dei giornali e delle tv, dopo il via vai dagli avvocati, finalmente il tempo per pensare… 

Due episodi mi sono immediatamente tornati in mente, entrambi collegati alla nascita dei nostri bimbi.. 

Il primo riguarda la nascita di Daniele, il 14 febbraio 2015… li capii che essere tua moglie significava anche sposare la tua passione per la politica e soprattutto per il tuo ruolo di Sindaco.. 

Ricordo la mia arrabbiatura perché non hai assistito al parto, il motivo era che quella mattina ci sarebbe stato Consiglio comunale e non ti saresti potuto assentare.. in fondo mi dicevi – devi fare tutto tu – . 

E così feci.. Tu, intorno alle 13.00, una volta finito il Consiglio sei corso da noi e, sereno e rilassato com’eri solo quando eri certo di aver adempiuto ai tuoi doveri di Sindaco, hai festeggiato la nascita di Daniele… 

Tre anni dopo, il 23 settembre 2018, la sera prima che nascesse Allegra, io ti dicevo che non mi sentivo tanto bene, se mi potevi accompagnare all’ospedale.. Ricordo benissimo che ti sei subito premurato di chiamare il vicesindaco per assicurarti che avrebbe partecipato ad una manifestazione al Palazzetto dello Sport al posto tuo. Quella volta hai assistito alla nascita, ma sei subito andato a dormire a casa perché il giorno dopo saresti dovuto andare in Comune… 

Per voi magari questi episodi non contano nulla, ma per me, per noi, sono significativi di quanto amassi il tuo lavoro ed il tuo paese, al pari di una famiglia, di cui ti devi prendere cura giorno per giorno. 

Tutti i miei pensieri poi si concludono così: tutto questo amore, tutta questa passione, tutti questi 10 anni di sacrifici… come si sono dovuti ridurre? 

Con un’ingiusta detenzione. 

Con l’annullamento dello Stato di diritto solo perché si vuole fare tabula rasa dei criminali del Vibonese … 

Vogliono ricostruire la Calabria? Hanno messo in carcere uno di quei pezzi di Lego, senza il quale la costruzione che ne verrà fuori sarà sempre instabile. 

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